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Poesie pubblicate: 365’021Autori attivi: 7’452
Gli ultimi 5 iscritti: Patrizia1973 - Donato Caione - Benedetto - albero95 - annalisabacciocchi |
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I bimbi hanno tutti un sorriso
che portano negli occhi e nel cuore,
lo stesso stupore nel viso
lo stesso bisogno d’amore.
Sorridono tutti alla vita
sul tenero primo sentiero,
la sperano aperta, fiorita
splendente d’un sole più vero.
Son
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Sul campanile di San Marco
la città cambia scala, il mondo si quieta;
le calli vibrano di brusii lontani
e la laguna s’addormenta, immobile.
È un romanticismo fatto di distanza,
di silenzio, di proporzioni che mutano.
E il nostro amore appare
come
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Corrode il tempo
la memoria dei giorni
insinua ogni goccia di pensiero
tra le pagine vuote, una virgola
sorregge il silenzio
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Seguo
scrivendo sotto il banco
il volo di un airone
Equilibrio...
Saggezza...
Con il senno
ammiro la sua destrezza
Danza la fantasia
volteggia la mia mano
e vola via
Fluttua tra nubi e tentazioni
come un battito d’ali...
son solo emozioni!
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È tornato ancora maggio
e con Zèfiro il tepore,
che sol gioia dona al cuore
in un’aura tutta d’or.
Pur gli augelli son tornati
col festoso loro canto,
a riempire il ciel d’incanto
ed ogni albero con fior.
La natura si ridesta
con i
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 | Se sposa er tedesco co ‘a tedesca
se sposa er pesco co ‘a pesca
se sposa er burino co ‘a burina
se sposa er gallo co ‘a gallina
se sposa er magnaccia co ‘a zoccola
se sposa er nespolo co ‘a nespola
se sposa l’orto co l’ortica
se sposa er fico co ‘a
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| Davanti a questo mare
che in parte mi somiglia
col suo andirivieni
di applicate emozioni
come lacrime sulle ciglia,
io riposo...
stanche son le mie membra
che lascio a biancheggiar
al sole di rimando
nell’attesa di riprendermi
dal buio
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E si a parla’ è stu core
nun po’ truva’ parole
pe’ di’ cu tutt’ ‘a forza
ca sì na bella scorza
na trave ‘e chesta scola
c’ancora zompa e vola.
E si a parla’ è sta chiocca
se scemunisce ‘a vocca
e resta ‘mpantasata
annante a sta pupata
ca ha
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Sei il mio primo pensiero
appena mi sveglio.
Ti cerco tra le lenzuola profumate
della nostra intima alcova.
Sei immersa in un sonno leggero
dove probabilmente sogni d’incontrare
i nostri figli che vivono all’estero.
I tuoi occhi si muovono
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Dorme la pietra eppure urla il tormento,
mentre una pioggia secca scava il viso;
siamo la vela ferma contro il vento,
l’inferno aperto dentro un paradiso.
C’è una carezza ruvida che sferza,
come un oceano chiuso in una goccia;
la linfa
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Era un buio di stanze recintate,
un respingere il nome e la carne,
il silenzio del padre, le rabbiose sottomissioni.
E la pelle, che pareva d’argilla straniera
indossata per farsi invisibili al mondo.
Ma il dolore con la stessa radice del sapere
è
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cogliete l’attimo,
rendete straordinaria la vostra vita,
la bellezza, la poesia e il romanticismo
sopravvivono al respiro della polvere,
cogliete i vostri sogni,
nei fiori delle nuvole.
Leggete il destino del sangue scuro della poesia,
bellissimo
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Quando il sapore del mattino
al sonno mi trae
e verso il cielo brillante
alzo lo sguardo,
del sole mi abbagliano
i lucenti raggi.
So che un universo di amici
lassù nello spazio infinito
con me resta,
miei splendenti
compagni di
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Poeta non fui mai, non fui cantore
anche se scrissi versi a tutte l’ore
e rime soltanto per diletto
vorrei smettere ormai son vecchio.
Muore in silenzio. Traccia non lascia, o voce
quest’aria muta che mi passa a fianco.
Il tempo, per tutti risale
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Quanti occhi assenti
e falsi sorrisi su visi spenti,
persi nel vuoto.
Mani ciondolanti
e passi claudicanti.
La voce rauca, si perde.
Fermo immagine
di un tempo passato
Foto sbiadite sul comodino,
contrasta la bottiglietta
dell’acqua
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Brividi tra il mio fare e il vecchio ardire
chiamati e ritrovati nell’attesa
di un volo di quest’anima sospesa
legata al tuo piacere e al suo sentire.
Brividi dentro il sangue al ribollire
dei desideri amanti dell’impresa
che hanno nelle mente la
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Di sorrisi s’era ricolmi, che,
sin’anco l’attenzione s’ebbe a distrarre.
Indi nel palesar rispetto,
di reciprocità s’era avulsi
e s’ersero
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la paura ha sfregiato,
il tuo volto d’angelo,
o brutale silenzio,
tu che palpiti il bocciolo della tua timidezza,
o violenza del buio,
tu che schiacci la piccola corolla dell’infinito.
A poco a poco tremo il coraggio dei giorni del vento,
chiudo
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Resta fermo nel fondo del petto,
non forzare la serratura del sangue,
lascia stare i tuoi vecchi rintocchi.
C’è una cucitura che deve far presa,
un lavoro di ago e di filo
dentro il buio di questa scatola d’ossa.
La ferita respira da
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S’ode nell’ombra
la sera
che di luce
libera l’essenza sua
distorta al cielo
va la luna
nell’alto empireo
e il solare disco
affonda
nel cinereo mare
e risuona ora
al buio amico
l’attesa
della memore
fiamma
in quel timbro
di
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Siete la mia follia più sacra
il dolore trasformato in canto.
Attraversiamo le stesse stanze
voi con la forza di un futuro immenso.
La vita vi ha dato il mio respiro,
ma il vostro passo è un mistero.
Ammiro e ringrazio
il pane sacro che vi
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S’immerge il giorno in un bacino d’oro
mentre il silenzio stende il suo mantello
e ogni pensiero svela un suo tesoro
dentro il rintocco di un antico appello.
È una marea che sale piano piano
lungo le rive di una mente stanca,
ci prende dolcemente
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Si attorcigliano i ricordi che hanno smesso di esserci,
e quel non essere più -frammenti di vita -
lascia l’amaro in bocca e tanti dubbi.
Domande ed i perché ed i per come,
i sensi di colpa scavano tunnel profondi
e in un attimo accelerano i
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Quando scende la sera
e il buio tutto mi avvolge,
ritrovo in alto nel cielo
un universo di amici
più che mai sfavillanti,
che mi avvolgono
nell’abbraccio della notte
e lì restano visibili lucenti
come ardente fiamma,
fino al sorgere
del sole
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Nel cavo delle mani un’eco antica,
un carillon di seta che si accende,
con dita di rugiada ci solletica,
mentre l’anima, docile, s’arrende.
È un raggio d’ambra che piano carezza,
come un amante che non vuol finire,
mentre la notte, con la sua
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T’ho visto... un istante
la mente ha vacillato e il tuo nome ho invocato
nel cuore, nella testa mi sono detta " e’ tornato!’
un emozione improvvisa, un desiderio realizzato
come l’ arcobaleno che irrompe nel cielo arrabbiato.
Un istante... una piega
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a colpi di amicizia riderò,
abbracciami ancora,
sotto il cielo immenso,
scriverò parole,
condensate d’emozioni,
questa notte è l’ultima,
scelgo di restare,
nei miei passi di poeta,
commenti di immagini
profonde e strette di silenzio,
nei miei
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E torni, come un respiro trattenuto
che nel silenzio trova la sua voce,
un passo lieve che non fa rumore
ma scioglie il gelo e riaccende la luce.
Come le primavere, senza chiedere,
entri leggera e cambi la stagione
con quella forza che non
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I bei dì di Primavera
son da tempo già arrivati,
e fioriti sono i prati
di papaveri e violette.
Pur le rondini son giunte
da paesi assai lontani,
per pianure ed altipiani
della nostra bella Italia.
Volano anche le farfalle
dentro ville e nei
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Anime compite ed arrese, piccoli fuochi e vegetazione,
caldi cuori e tenero amore, nucleo primordiale figli
ad unione famigliare, amor e vitalità ambientale.
Cavalcar colline e cavalli a brucar fresca erba mattutina,
scoiattoli e farfalle, ramoscelli
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Stu silenzio ca nun dice na parola
guarda sulo chesta notte luna e stelle
e se mette a ricurda’ ddoje guagliuncelle
ca me stanno a cantaria’ facenno scola.
Stu silenzio s’annasconne areto ‘o muro
zittu zitto comme a fronna surda e muta
ca nun
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Vorrei passar oltre e non guardarti.
Immobile sei qui fiore selvaggio
abbarbicato a terra ferrosa.
Indugio, l’immagine si fa vita:
su sfondo incerto, scuro, esplode
luce che non sfoca e mi trasmette
gioia che tratterrò come tuo premio.
Ondeggiano
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Passaggio di un mare di lacrime al silenzio dei miei occhi.
ultimo faro che illumina gli sbandati dell’ultima particella di vita
poeta crocefisso dai chiodi arrugginiti della mia fragilità.
Guardo la bianca spuma che silenzia le onde di tempesta
apro
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E torni come soffio che non si annuncia,
primavera che scivola nell’aria lieve,
sciogli il gelo con un dito di luce calda
e ridoni al silenzio il suo respiro breve.
Torni senza clamore, petalo che osa
sfidare il vento ancora tagliente e crudo
e il
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Non sono solo
mi tiene compagnia il silenzio
come un’isola ascolto il mare
come un albero le foglie
sulle mani mi accarezza il vento
il mio corpo mi tradisce
cosi’ vicino eppure io cosi’ distante
ho messo al confino tutte le voci intorno
non sono
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Le costole sono rami di buganvillea
il cuore un bulbo che spacca la pietra
per nutrire di rosso il fango.
Non è aprile: è un’emorragia
che sgorga dalle cicatrici del suolo.
Le radici entrano nei piedi come chiodi
ancorano le madri, alla
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 | Io non cammino più sulla terra,
ma salto tra una nuvola e l’altra
per non sporcarmi i piedi di cenere.
Dall’infinito guardo questo mondo
che trema di freddo e odio,
che vomita guerre e prende a schiaffi
l’innocenza rapita, quella grazia nuda
che
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 | Stanotte alle due
dicono che il tempo avrà un padrone,
che un dito sospeso sull’abisso
deciderà il respiro del mondo.
Ma il mondo non è un bottone.
Non è un ordine sussurrato tra denti serrati,
non è una mappa da piegare
dentro il taschino di un
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La magia
era sentire la notte
attraverso la pelle
e respirare le ombre
fino alla fine del cielo
quando il buio sfumava
in un alone di nero
con un cerchio di luce
che avvolgeva le labbra.
Il prodigio
era finire con le stelle
mentre l’alba
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Come file di colore
ora bianche, ora purpuree
vanno le rose nel cammino
fra i roseti delle chiese.
Sulle linee della mano
vanno i sogni a ricercar intrecci
laddove le tracce sono solo
segni da interpretare.
Siamo anime in
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Nell’animo acceso di ogni uomo
vive un universo di circostanze
con ritmo di lunghe percorrenze,
per conquistar l’ambito d’oro pomo.
Sembra l’uomo scrivere il proprio tomo,
sempre ardito e pronto ad oltranze,
con costanza e senza
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Buon compleanno, sorella mia
cinquantadue primavere
e non sei mai stata così viva.
Hai attraversato inverni lunghi
giorni senza voce
notti cucite addosso al cuore
ma non ti sei spezzata
ti sei trasformata.
Ora la primavera ti somiglia
timida,
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Falena insistente che sbatte su un lume,
metafora oscura di ciò che è la vita
l’istinto primorde t’impone salvezza
tu folle l’ignori anelando la luce
T’illudi, poi credi, poi preghi e disperi
cercando il calore che il cuore ti scaldi
tendi
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E torni come il soffio dell’aprile,
che scuote il vetro e sveglia la dimora,
con quel tuo passo d’erba, tanto umile
che il gelo si dilegua e si scolora.
Sei come un raggio che non osa il grido,
ma scalda il solco della terra
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Qual rugiada, che all’apparir del sole,
è goccia di cristallo che si perde
nell’aere puro e fresco del mattino,
sì l’alma mia, che lascia i sogni, vuole
nei prati camminar, con l’erba verde,
che ha il limpido sorriso d’un bambino.
Ed ivi
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We,
fleeting shadows, nameless images,
skins and colors that do not divide us;
words that travel from distant horizons
and, in their meeting,
become a heartbeat
each day.
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And if illusion slips away from thought,
tell me:
were our writings only
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Sulle rughe del tempo e sui segni profondi,
dove il ferro ha lasciato la sua scia,
tu versi quell’olio che placa i mondi,
e muta il dolore in una liturgia.
Le cicatrici, un tempo dure e severe,
sotto il tuo tocco si sono arrese
abbiamo bevuto
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 | Tornano alla Luna,
lo dicono piano
quasi con paura,
come fosse un ritorno a casa
e non un salto nell’eterno.
Io invece qui,
inchiodato a questa gravità
che mi tiene le ossa e i sogni,
che pesa più del corpo.
Eppure ti guardo,
ogni notte.
A
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 | Non è questa ruga, solco scavato
dal tempo sul mio volto,
la vera passione che tu,
Cristo, trascini nel legno
della croce.
La vera agonia è nell’anima,
dove il peccato dei giorni
si fa corona di spine,
premendo contro la mente
fino a farne
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| Guarderò le stelle sparpagliate nel vento.
i tuoi occhi simil miracolosi nell’azzurro.
Rincorrevo la tua vita nel gambo di un bacio
dolcissimo corpo consegnato al silenzio
tremito di un emozione strusciata d’un anima.
Bellissimo abbraccio tremore di
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Va bene,
tornerò fra qualche anno
quando sarai diversa
forse più libera
di cercare ombre
dentro altri cieli scuri
e quando parlerai di più
travolta da qualche amore.
Va bene,
ti auguro di essere felice
noi non avevamo spazio
e il vento ci
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Quando il silenzio completa l’anima sussultando
è qualcosa di unico capace di elargire
quanto sino a quel momento era stato dimenticato
sfruttando il vero modo d’essere che con sagacia
aggiunge un pizzico di sale
ad un mondo fatto di solo
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Nel cielo terso brillante
un librarsi di faville lucenti,
e un sentir di gaudio in crescendo
nell’aria si sigilla e si diffonde
come luce raggiante.
È l’armonioso volteggiar
di Sacre Creature danzanti
e voci suadenti
di angelici cori gioiosi
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Soliti e non soliti
il verso è un vecchio inganno
e senza i suoi accoliti
può fare un grave danno.
La vena se ti arriva fa sfaceli
e sopra e sotto il rigo si dipana
o spacca il mondo o sfonda a volte i cieli
mischiando seta pura con la
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Famiglie con stracci di silenzio
a piedi nudi si trascinano nel deserto.
Innocenti vittime del mare che sale nelle onde
padre nostro che piangi le stragi dei figli più poveri.
Tu che spezzi l’ostia dell’amarezza
i pochi che arrivano nel loro paradiso
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Siede ancora sulla pietra, il giovane di luce,
mentre il mondo, a poco a poco, ritrova respiro.
Non ha premura di ascendere alle altezze:
indugia, custode del vuoto, vigile del segreto.
Le donne sono corse, hanno sciolto il grido,
ma egli permane
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Tra banchi antichi il gesso era respiro,
nebbia di sogni accesa nella mente;
la voce, un filo teso verso il futuro,
scriveva il mondo piano, lentamente.
Lì l’errore era seme sotto il sole,
la paura un quaderno da sfogliare;
si cresceva inciampando
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La voglia
che non ho mai nascosto
e l’aria di aprile
che sussurra,
il sole sulla pelle
che taglia il respiro
e la trama di carezze
rende tutto uguale
anche il buio della sera.
La pausa
delle attese disperate
e domani sarà ancora
un
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Un giorno come un altro capace di portare lontano
rivivendo percorso che sino dai sei anni
ha avuto il suo bel daffare per giungere ad un’età
per la quale porre una firma
benché se avessimo potuto prolungare il cammino
tanto ancora avremmo potuto
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338176 poesie trovate. In questa pagina dal n° 61 al n° 120.
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