La mia anima
Mi spoglio da ogni ingombro -- nuda la mia
Mi spoglio da ogni ingombro -- nuda la mia
io mendico perché così il destino non sono sfortunato come credi sapessi quando
Distanti gli istanti penetrano in obliquo come raggi di sole, riscaldando
Da quassù, dagli eoni, non si vedono i confini, solo verità
Evanescenti le forme riflesse nello specchio ombre d'un fantasma qualunque gli echi
Si sono addormentati in piedi, e non cadono al
Ricompaiono pieghe del deserto sciame sismico non si placa
Infinite dimore di fuoco per un fragile nulla. Sacra utopia di un'Arte ineffabile discesa
Con occhi chiusi sull’oceano arieggiante è la legenda Cielo sorridente alla
Già un leggero velo nell'alto silenzio dei nidi prepara vampe
squarcia la spada il rosso mantello che copre dal freddo il poverello Ma il buon Martino pur se
Le velate lacrime si spengono nella nebbia un dolce ricordo assale fallace lusinga del
Esaurisco partenze... ad un soffio di muschio dall’impatto
Col peso della vita in gola speranze vagabondano Acque gelide ingoiando
Il Silenzio ha il rumore di un capello, caduto tra
Sopra l’abisso germoglia la vita
Cascate e voli impressi sullo scoglio Vertigine, a
Vorrei donarti l’infinito, le mie calde note scivolano al tuo dolce
Cieli sparsi tra nuvole e fumo Azzurri che
Rimpianti Come foglie d'albero in
Danzano le gocce di pioggia come libellule nella
Se la vita ha il soffio per esserci alla
Resto qui, lungo le salite della vita perimetrando tracce di Amore. Qui, dove lacrime e
Nella notte dall'anima cade ogni velo s'accendono i desideri e del giorno