Il pianto
Fosti uccisa
da suoni senza vita
Fioccavano note gelate
da uno schermo cieco
al tuo sgomento, piccina in lacrime
L'uomo che ti morse via l'anima
non sopportava il tuo pianto
bisognoso d'abbracci
ma voleva ascoltare vuote parole
Eppure era proprio il Silenzio
il solo
che poteva toccare
tanto il cuore dell'uno
e la paura tua, dell'abbandono
e farne un ricamo di pace infinita
Che tremenda è la vita!
©
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Commenti (3)
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Kiaraluna28 giugno 2009
Cronaca d'orrori quotidiani che sempre meno ci stupiscono e ci fanno riflettere. Chiuso ognuno nella sua scatola di vetro, neppure la voce dell'innocenza ha più suono. Bella e terribile questa poesia, molto sentita.
G
Gabriella Caruso28 giugno 2009
pensando a quello che fanno gli adulti, questa vicenda che ha come protagonista un quindicenne non inorridisce più di tanto. nulla ormai più mi stupisce bella poesia
Paolo Ursaia28 giugno 2009
Straziata, straziante... niente viene risparmiato in questa discesa. Asciutta, come un pugno allo stomaco. Piaciuta

