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Dialettali 28 giugno 2009 · lettura 2 min · 3188 letture

La ma', la fiola e e- nir

Carlo Fracassi 494 poesie pubblicate
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L'era una populena un poc unesta un poc putèna. La steva sla su fiola in te borg ad San Zulien. Un dè la dòna la scapa da chesa la mateina prest e la va me' forne a cumprè un pez ad pen fresch. Poc dop l'artorna a chésa, l'irva la porta e i vo poc clà resta secca, mezza morta, in te su let, cazzarola, u iera un nir che cargheva a tota randa la su fiola. Pien pien l'arciapa fied e un po' ad curaz, la rogg e bienca in faza com'un straz la dis ma la burdela: "Ciò Svana chi el che nir?" Lìa l'arspond: "Ma' a ne so!" La ma' d'armand: "Um per cut cherga" E lìa ancora: "Um pèr enca mu me" "Di clà smetta!" "A i lò det ma u n capès". LA MAMMA, LA FIGLIA E IL NERO. Era una popolana, un po' onesta un po' puttana. Abitava con la figlia nel borgo San Giuliano. Un giorno la donna esce di casa la mattina presto e va al forno a comprar del pane fresco. Poco dopo torna a casa, apre la porta E ci vuol poco che resti secca, mezza morta, nel suo letto, cazzarola, c'era un nero che copulava a più non posso la figliola. Piano piano riprende fiato e un po' di coraggio, urla e bianca in faccia come uno straccio dice alla ragazza: "Ehi Giovanna chi è quel nero?" Lei le risponde: "Mamma non lo so!" La mamma di rimando: "Mi pare che ti monti" E lei ancora: "Pare anche a me". "Digli di smetterla!" "Glielo detto ma non capisce".
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Sembrerebbe una storia d'oggi ma invece il fatto (leggenda metropolitana) si dice sia avvenuto nel 1945 e che l'uomo di colore fosse un sud africano del Commonwealth appartenente all'esercito britannico e la povera ragazza, la figlia ritardata di una popolana che abitava nel borgo San Giuliano di Rimini. I versi in dialetto riminese (centro città) trovano una leggera forzatura nella traduzione italiana onde evitare parole troppo volgari. (Giugno 2009)

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (3)

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Antonella Bonaffini28 giugno 2009

Ti sei rapportato ad un fatto reale facendolo diventare una poesia di forte impatto... bella, devo dire compresa in ogni passaggio con il supporto della traduzione!

Rasimaco28 giugno 2009

fortissima ... hai saputo dare il giusto tono ad un fatto tramutandolo in poesia... molto bella

L
Lorenzo Crocetti28 giugno 2009

Se te l'avesse letta il Boccaccio, il Decamerone si sarebbe arricchito di un nuovo piccante racconto.