Buttata
Dove sono finita?
Dove mi sono lasciata?
Che fine ho fatto
chi sono
perché sono qui
perché tutto è cambiato?
E' tutto così diverso, tutto così sconosciuto...
non so più chi sono...
mi ero fatta trasportare dal centro del ciclone
ed ora che mi sono fermata
ho realizzato di non sapere chi io sia
né come sia arrivata qui...
chi mi ci ha portato?
Perché stanno succedendo tutte queste cose?
Perché non potevo rimanere nel vortice del non- pensiero, del non- essere
quando invece adesso Sono ma non so più né chi né cosa io sia?
Come ho fatto?
La mia testa è piena di ovatta pulsante, i ricordi sbiaditi, le certezze spazzate via...
sono buttata in un posto che non conosco
che non mi dice niente
che non è me.
Vorrei vomitare tutto via, svuotare il mio corpo da tutto quello che non è me,
da tutto quello che mi sta intasando il respiro,
non riesco più a respirare dal naso.
Nel silenzio del mio caos solo l'affanno del mio petto che fatica a prender fiato...
Chi sono?
Dove sono finita?
Non so dove cercarmi, non so dove andare...
Piango.
E nel pianto sono sola, qui, sperduta
e cado cado cado
ma non arrivo mai
Un pianto che non lascia consolazione,
un pianto vuoto
e un pianto pieno
di tutto quello che non sono più e di tutto quello che ero e di tutto quello che potrei essere...
Dove sarò domani?
Dove sarò fra un'ora?
Dove sarò adesso?
Non c'è più niente di chiaro.
Non c'è più niente di me.
Soffro.
©
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Commenti (2)
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Lina Sirianni29 giugno 2009
Pensieri scritti sull'onda dell'emotività dettata dal caos dei pensieri che intasano le vie respiratorie, può essere un sogno o un'allucinazione... Veramente colpita
Antonella Bonaffini29 giugno 2009
In questi versi traspare molta confusione... si ha la sensazione di esser consapevoli di aver perso tutto e di non aver più alcuna carta in mano da giocare per poter ricominciare. Uno stato d'animo in cui trapela un grande dolore... nella vita spesso ci si ferma, si prende in considerazione ciò che è stato fatto e si cerca di rialzar la testa e ripartire. Dal passato e dagli errori commessi forse le nuove basi su cui poter costruire un presente, poi a piccoli passi un futuro... che sia degno di poter esser chiamato Vita. Stranamente sentita... in tutta la sua malinconia.

