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Riflessioni 1 luglio 2009 · lettura 1 min · 3373 letture

Homo faber

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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La donna l’homo faber requisisce, per essere sicura che i castelli non siano immaginari anche se belli, ma con la base che a terra aderisce. L’homo faber che sappia riparare i condotti guastati, le serrande, per fronteggiare il mondo circostante, è l’uomo ambito da desiderare. Perdete ogni speranza, fantasiosi soggetti che vivete di teorie, di idee, e di poesie, filosofie, destinate a dei dì poco gloriosi! (Ma una volta che è stato requisito non gode l’homo faber certamente, perché mette al servizio d’altra gente l’ingegno con cui s’era divertito.)
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Lo scrittore Francesco Piccolo individua nel frequentatore dell'"Ikea" un perfetto esemplare di "homo faber": "La verità è che quando torni a casa la distanza tra quello scatolone rettangolare e piatto e l'armadio che c'è sul catalogo è siderale. Il kit non è ancora l'armadio e prima di diventarlo dovrai attraversare una lunga e devastante tempesta. Tra il kit e l'armadio che dovrà venire ci sono migliaia di viti e chiodini, ore della tua vita a montare e smontare e a litigare fino a venire alle mani con chi ti sta aiutando, e alla fine c'è sempre qualche inspiegabile pezzo che rimane fuori e che ti affretti a definire inutile: così il tuo armadio balla su un piede oppure qualche giorno dopo che vi hai sistemato un bel po' di roba senti un tonfo sordo che ti sembra provenire proprio da lì dentro; ma a quel punto non hai nemmeno il coraggio di andare a vedere. (...) Esistono al mondo [anche] delle persone (...) che se rimane una vite fuori dalla costruzione dicono: è assolutamente necessario ricominciare da capo. E smontano tutto e ricominciano da capo. Queste persone le ho viste, ma non sono io, e nemmeno voglio averci a che fare" (Francesco Piccolo, "Allegro occidentale", ed. Feltrinelli, pag. 79) .7 ottobre 2012
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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Carla M Casula1 luglio 2009

Molto divertente... e molto vera! Mi colpisce l'estrema musicalità dei versi ed il ritmo perfetto. Meravigliosa!