Ricordi di labbra inferme
Marco Canonico Baca8175
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Ti desidero
dalla tua prima voglia
che non conosco
ma ho vissuto a lungo.
Ho sognato di rivestirti
dopo aver consumato il silenzio
tra lenzuola inodore
che adesso profumerebbero di sguardi.
Ho affrescato un saluto
sulle tue spalle che mi cercano
perché sul tuo viso leggendario
la vita ha posato la sua deconcentrazione.
Ti sei dedicata a masticare gli anni
lasciandoci tra la gola e lo stomaco dei forse.
Siamo un punto ai piedi d'un gobbo.
©
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L'autore
Marco Canonico Baca8175
Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!
Commenti (1)
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L
Lorenzo Crocetti4 luglio 2009
Peccato davvero che una poesia che certamente non mi era dispiaciuta, tutt'altro, venga sciupata da quell'improvvido "allungo" al termine della prima quartina. Io sono fatto così, anche un semplice neo posizionato sul viso di una donna in modo da restarmi ostico, non mi fa apprezzare come vorrei quel volto.
