Giù la Maschera

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig
Commenti (14)
Ci vuole coraggio, svolgersi quaderno aperto agli occhi, narrare senza peli la vita che s'impone, a volte la recita serve ad imbonire a non fare noia ma il copione quando non c'è buca o gobbo li a girare, è dura, certo ci vuole coraggio a recitare... meglio guardarsi onestamente negli occhi e parlare col cuore. letta e gradevolmente apprezzata.
la vita è una commedia che ci vede protagonisti e in questo teatro c'è posto per tutti. Per chi rispetta le regole e per chi fa di tutto per sopraffare il proprio fratello, la vita è una commedia irripetibile
Leggendo questi versi si è obbligati a guardarsi dentro e questo è quello che la poesia deve fare.
La vita è una recita, da subito, e nessuno sa alla fine chi è veramente e chi sono gli altri. Il togliersi la maschera fa paura a noi per primi, che guardandoci allo specchio, potremmo non riconoscerci. Il coraggio è un sipario troppo pesante da sollevare... la verità un muro che ci divide. Bella nella sua dolcissima tristezza.
mille e mille i risvolti di questa bella poesia, Antonella, mille e mille. Dirò solo che mi è davvero piaciuta ma il tuo tema meriterebbe molto più spazio.
La vita è un teatro! Dice così. La verità non è mai un'offesa! Conclude. Giù la Maschera! Molto bella!
la vita ha le sue maschere, per questa commedia che ci porta a essere attori non averne dimostra la nostra lealtà e il coraggio di guardare negli occhi, quegli occhi che liberi da forzature possono donare tutto... bellissimi versi da indurre a riflessione
Profonda e vera, come solo la vita può essere. Riflessioni in punta di penna, lineari ed eleganti, che prendono il lettore... molto piaciuta
...quante maschere ...quanto teatro... quanti copioni... invece di indossare l'unica maschera che abbiamo a disposizione... il nostro viso... il volto del nostro cuore... E invece... Mi doni rabbia e serenità allo stesso tempo... I cuori semplici e sensibili indossano solo il proprio sguardo e recitano il copione del momento, qualunque esso sia... E' molto bella. da non perderla.
Molto intensa ed incisiva questa riflessione. Bellissima, l'ho sentita in maniera particolare. Tanto, tanto apprezzata.
Giù la maschera! cerchiamo di mostrare il nostro vero volto sempre non fingere quello che non siamo la vita è un palcoscenico dove ogni giorno tanti attori si cimentano giù la maschera! piaciuta condivisa apprezzata da conservare
poesia di grande spessore che racchiude versi e sentimenti molto molto ben descritti:
Mi son tolta la maschera del volto ma non sono rimasto, no, sconvolto nel vedere quello che c'era sotto che m'ha fatto scoppiar di risa un botto. Un'altra bella maschera ho trovato e mi sono davvero consolato perché più ne vorrò da me levare e sempre nuove ne saprò trovare. E continuo nel dir le stesse cose, inutili, non nuove e assai noiose, che della musicaccia quel ritorno io me lo leverei proprio di torno. Nel 1917 il commediografo Luigi Chiarelli scrisse una commedia grotesca sull'annosa e dibattuta questione: "La maschera e il volto". Nella recita sul palcoscenico della vita la maschera spesso è indispendabile. Altrimenti sei tagliato fuori all'istante. Anche nelle picole cose, come in un sito qualsiasi di internet.
Una poesia scritta in maniera sublime e in grado di smascherare "la vita e il suo doppio". Ruolo che l'autrice rifiuta di recitare (passivamente) in qualità di comparsa perché la vita stessa, quella vissuta intensamente, deve essere assaporata in prima persona..., lontana dalle luci della ribalta...











