Il Dono (Ai Guerrieri dell'Aquila)
La notte stingeva la luna
Costellata della sua pietra
Più preziosa. Nera .
Perdetti così la mente
E liberai gli occhi.
Dietro me viandanti
Sulle mie stesse orme.
Davanti a me un guerriero
Del suo ruolo
Non ancora conscio.
Mi guidò il fascio di luce
Che partiva da me stessa.
Lo seguivo. Libera.
Lo vidi a un tratto scendere
Era un fiume di luce chiara.
Ne respirai il vento.
Mi arrivò al cuore e fui felice.
Credetti almeno.
Mi parlava di oasi lontane
Di pianure sconosciute
E arcane. Di mondi
che non sapevo.
Di come pur essendo
uno era tanti insieme.
Anime curiose del battito
del cuore. Il mio.
Si alzò uno dei viandanti
Colui che mi precedeva.
Il Solo. Era l'inizio del ritorno.
Mi alzai anch'io
Obbedendo al segno.
La strada gradì il silenzio
Dei nostri passi al buio.
La notte pure.
E soprattutto.
Immersa nel serpente
Mi era rimasto dentro
Il senso di quell'incontro.
Il dono.
©
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Commenti (2)
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Kiaraluna5 luglio 2009
Un viaggio ai confini dello spirito, forse vissuto, forse sognato o sentito raccontare... ma l'incontro con qualcosa che è in noi e non possiamo vedere se non attraverso un ...dono. Semplicemente stupenda, profondamente suggestiva.
Gaia22 Tiziana Porcelli5 luglio 2009
Versi fluidi e vividi letti con estremo interesse... che mi hanno aiutata ad immergermi in un'atmosfera suggestiva... Ne ho percepito l'aria e mi sono sentita proiettata in una visione quasi fantastica eppure reale e conscia... Molto gradita...

