Ritorno al paese natio

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La brevità non è certo un difetto, quando si sa quel che si scrive. E ce ne dà ampia prova questo bravo autore che, nella ristrettezza di tre soli versi di poche parole, esprime con grande efficacia un concetto che, io per primo, avrei messo trenta versi almeno per raccontarlo. Mi colpisce l'immediata icasticità del concetto, che tutto dice e tutto fa capire. Un vero apprezzamento da parte mia.
Estrapolare l'essenza di un sentimento in poche gocce di parole, comporta notevole abilità nell'uso del verso che coglie un attimo e lo esprime nel tempo di un respiro.
Per persone che rimpiangono la propria terra natia, leggere le poche ed incisive righe di una breve poesia come questa regala forti emozioni. Ottima modalità di espressione. Davvero apprezzata.
Associandomi ai precedenti commenti postati, mi aggiungo anch'io ai complimenti rivolti all'Autore. Paesi che se non sono proprio destinati ad estinguersi, implicheranno la formazione di una realtà sociale che non sarà mai come nel decenni oramai trascorsi.
Sarà che ci accomunano le origini (Abruzzesi e della stessa provincia) ma in realtà c'è dentro l'anima di ognuno di noi quel desiderio di tornare... nel luogo natio soprattutto quell'ultima volta. Difficile dimenticare le origino soprattutto l'infanzia trascorsa nei piccoli borghi. E il mio pensiero va ai tanti migrati che (per scelta) hanno addirittura attraversato nuovamente l'oceano... per essere sepolti dove erano nati. Di una profondità inaudita.


