Il giardino perduto

Ho sempre avuto un bisogno intimo di imprimere su un foglio un episodio particolare,un qualcosa che mi avesse particolarmente emozionato,pensieri intimi che tenevo per me quando qualcuno un giorno leggendo dei miei versi mi incoraggiò a continuare ma è stato grazie all’incontro con “Scrivere “e alle tante gratificazion
Commenti (7)
Sì, quelle foglie rinsecchite e quei frutti vermigli e lussureggianti fanno pensare al Paradiso Perduto. Quì sulla terra la morte affianca la vita rendendo tutto transitorio in attesa del perdono divino e del ritorno al giardino dove non esisterà più la morte. Stupenda.
ma che meraviglia, questo poeta riesce sempre a incantare chi lo legge, in un giocco di luce, come sapeva fare bene Caravaggio, i chicchi acerbi con le sue ombre e luce, essi appaiono maturi e già inariditi, mi viene il freddo adosso, quasi mi ci metto anch'io in questo cesto cosi significativo, fa vedre cosi prepotente la precarietà della vita, e cibarsi di nuovo di questi frutti chiudendo gli occhi, e vedere rifiorire il giardino perduto, bella, molto sentita, peccato che Caravaggio non sia vivo, avrebbe accompagnato il suo magnifico quadro con questi versi cosi veri,
Versi armoniosi che dipingono un quadro vivido... Molto apprezzata...
Se non ci fosse stata l'immagine... l'avrei lo stesso immaginata e ralizzata con i versi di questa splendida pittura dell'Autore/Autrice... Molto, molto bella.
nella immagine splendida della canestra versi che addolciscono dipinto nella sua completa visione della natura, della vita
Una poesia molto particolare... è carina la forma ma tende a una semplicità estrema che rende la poesia banale e scontata!
Una atmosfera malinconica per le cose perdute ed il tempo passato che "oscurano" il futuro. Una poesia quasi del rimorso. Come un guardare giocare dei bambini e pensarli grandi e vecchi, come la nostra vita. Poter ritornare indietro e rigiocare con gli stessi affetti, che ora assumono il colore dell'Eden... o forse saranno ancora, magari in un'altra vita, per risorgere come "foglie" sul ramo, per far di nuovo primavera. Stupendo linguaggio descrittivo ed introspettivo nelle metafore.






