Il seno di Cerere
ecco...
in un'eredita' di secoli
gravida la terra
benche' martoriata e spoglia
ed un ventre ancor fecondo
stagiona delizie
sul palmo di vimini
del suo Uomo...
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Commenti (5)
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S
Sabrina Balbinetti19 luglio 2009
la brevità della poesia nulla fa mancare al lettore che prendendo spunto può riflettere sull'immensità della natura e sulla generosità nonostante la deleteria opera dell'uomo! bella!
Giovanni Monopoli20 luglio 2009
anche se nella sua brevità la poesia raccoglie l'essenza della vita nello sfoggio di colori e delizie della natura
Rita Minniti21 luglio 2009
Poesia che nella sua brevità è immensa e che, propone in maniera eccellente, l'argomento
G
Giuseppe Zingale22 luglio 2009
Questi tuoi versi sono spunto di riflessioni su come la precarietà della vita sia quasi non percettibile al cospetto dell'uomo. Il vago destino che fingiamo di crearci si scontra sempre con la sua ineluttabilità.
Gionata Longo25 luglio 2009
Una poesia ermeticamente ben riuscita... forte e denso il messaggio... criptica però e quasi aulica.


