Mamma vergogna
A me n'u' mà voluta Mamma mia
e quanno janno detto d'aspettà n'pupetto
pà vergogna
siccome n'esisteva ancora er cassonetto
decise poi comunque de buttamme via.
Così appena dopo er parto
ortre ar rito
der solito schiaffetto sur culetto
me so' piata pure sta tranvata
d'esse stata abbandonata
Ahoooo!
Ma è mica stata corpa mia
andiamo bene
me so' detta
e questo è solo er primo giorno che sto ar Monno
Così
sola soletta
me so' messa prima a gattoni
a cammina pè questa via
in cerca de n'affetto
Mo che so' diventata Mamma anch'io
e i fij miei ormai grandi ancora
stringo forte forte ar petto
quella vergogna tua la provo io
De' Mamma come te
ce n'è una sola
Mamma vergogna
perché n'a Mamma bona i fij n'ù li lascia mai
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
A
Alida Kirschner23 luglio 2009
Ho provato un grande pudore leggendo questa poesia tanto da non volerla commentarla. Vorrei solo dire con grande rispetto che in questi versi leggo di una ferita ancora aperta per non essere stata amata quando ne aveva più bisogno. L'autrice però ha imparato lo stesso ad amare come risarcimento per il passato. Bella, tenera, commovente. Mi vien voglia di abbracciarti.
X
X Bruna Rossini24 luglio 2009
Colpisce la parola Mamma scritta con la lettera maiuscola, ad esprimere la grandezza del ruolo materno, sia nel bene che nel male, importante quanto "Monno". Nell'amore per i propri figli è la vittoria e, davanti a questi versi, rifletto e provo anch'io un po' di vergogna per ogni volta che non ho dimostrato tutto il mio amore. Grazie