Come un servo
Michel Capel
204 poesie pubblicate
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Schiaffeggi il mio sguardo
già timido e triste
per paura di affogare
tra le tue lacrime giornaliere.
M'incontro disteso
su di un incrostato materasso
a pensare alle rondini
che non volan più su te.
Moralizzo i tuoi sfoghi
e mi credo l'essere supremo
di ogni situazione...
Eppure sento qualcosa.
Spiego all'aria come
navigare nel dolore
ma a voce bassa e
tra il rossore di un bambino.
Non ti vedo ma
ti sento quando la luce
rimbalza sui tuoi piedi
che levigo come un servo.
©
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L'autore
Michel Capel
Sono nato a Castellana Grotte, il 18 Novembre del 1987. A mio parere ,ha inciso su me Vinicio Capossela...un cantauore italiano. Amo la pasta al forno di mia nonna. Ascolto tanta musica e leggo poco, ahimè. Credo che il mondo stia per crollare e che le nostre anime nascano già malate. Vorrei che le nuvole fossero il no
Commenti (1)
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Gaia22 Tiziana Porcelli23 luglio 2009
Un'adorazione timida... nascosta da un apparente sicurezza... Versi molto intimi che lasciano trasparire un forte sentimento che forse ha timore di uscire allo scoperto... Così ho voluto leggerla...

