Se confessassi
Se per un istante
al cuore mio poteste accedere
come ad un teatro,
sedervi a contemplare il dramma
nel buio pesto
sapreste
che quello zucchero incantato
col quale alla bocca mia
v'attiro
è cera
Sostanza bieca
che al calor si fonde
inconsistente
eppure crudelmente brucia
Dio mio,
qual'è l'inganno
che vi mostra il fior dell'anima
segnata da visite d'amore appassionato
mentre nel centro arde l'inferno?
Fuggite, allor
fuggite
dallo sguardo vivido
con cui, dall'alme vostre, estraggo
ogni bellezza
che l'iride dolcissima
altro non è
che il palco sgangherato
d'una vita
ipocrita e fallita.
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Commenti (4)
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Lina Sirianni23 luglio 2009
Un'introspezione profonda, lucida e severa con se stessa... Veramente apprezzata
Giovanni Monopoli23 luglio 2009
un'analisi profonda per debellare le paure e le angosce che circondano l'essere... poesia che induce a riflessone
L
Libera Mastropaolo23 luglio 2009
Guardarsi allo specchio e capirsi... forte sensibilità ed introspezione profonda per una poesia che è una vera chicca.
Antonio Biancolillo26 luglio 2009
Molto forte e originale scelta di guardarsi dentro... più che in uno specchio... mettersi in prima fila ad osservare il proprio cuore... Si riesce veramente ad osservare tutto quello che altri non potranno mai sapere... non si scappa dalla nostra critica...è la più vera e severa... noi sappiamo di noi... Piaciutissima.


