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Sociale 31 luglio 2009 · lettura 1 min · 3178 letture

Stazioni di barboni

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Può capitare a ognuno nella vita di vedere mutato il suo destino, che la sfortuna non sia mai finita e che gli annunci rapido declino (non posso trattenere le emozioni, quando vedo barboni alle stazioni). Un pagamento errato che matura in poco tempo ripidi interessi, l’ingente spesa per una tua cura, e ti trovi a dormir vicino ai cessi (m’assalgono inquietanti riflessioni, quando guardo barboni alle stazioni). Ormai del corpo più non hanno amore, ma l’anima rifulge chiaramente; le mani, i piedi non hanno dolore, e guardano dal basso l’altra gente (m’accarezzano strane riflessioni, quando guardo stazioni di barboni). Lontano dalle mille costrizioni inutili di vita d’apparenza, si può di decaduta alle stazioni degli occhi azzurri coglier la presenza (è per questo che provo le emozioni, quando vedo stazioni di barboni).
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Ho scritto questa poesia soprattutto per simpatia verso i "clochards de la vieille école", che ebbi occasione di vedere in particolare nella Francia degli anni Settanta.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Jeannine Gérard31 luglio 2009

commento perché mi tocca molto da vicino questa tua poesia, che apprezzo particolarmente, anch'io negli anni 60 ho vissuti pensieri come i tuoi, forze non cosi intensi, perché ancora troppo giovane per capire l'ignoto, l'invisibile, cosi sono davanti a tanti occhi indifferenti, ma adesso adulta, e con pensieri maturi, ho compassione per i clochards, e quante volte, e quante volte ho pensato, quello che non mi capitò allora, come hanno potuto, o piuttosto cosa e come sono arrivati a ridurre la loro vita in un abìme cosi terribile, quanta détresse hanno dovuto subire per rinunziare a vivere, si quante cose capiamo e sentiamo con la maturità,poi il più terribile è la tua chiusa, si quanti e quanti ce ne sono, sembra che aumentano ogni giorno, dovuto anche forze all'emigrazione, e alla miseria, palpabile anni dopo anni, trista ma molto sentita