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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonella Bonaffini
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Riflessioni 13 agosto 2009 · lettura 1 min · 6272 letture

Liberaci dal Male

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Quando la luna diventerà solo una virgola e quella notte dinanzi all'alba non vedrò capitolare sarai annunciata come terribile assassina ladra diabolica che ci saprà ingannare... E chi ti dice che ci farai solo paura che di sollievo non si potrà parlare? Un bimbo piange in un angolo di mondo un vecchio muore accompagnato dal suo cane... A capo chino l'uomo percorre questa terra ma disilluso agogna l'ora di poterla abbandonare.
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Ieri un'anziana donna parlava della morte come di una liberazione... perché è diventato così traumatico vivere? Credo di conoscere solo una parte di quella risposta...

L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (21)

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Jeannine Gérard13 agosto 2009

non ho finito di leggere, appena all'inzio, e primo che dimentico ti dico che la luna è, e dico è,una virgola, quando piccola piccola diventa, adesso continuo a leggerti, con questa meravigliosa musica, che adoro, e adesso continuando ho les frissons, si mi commuovi, sai quante volte ho pensate alla morte come una liberazione, si Antonella pecco e so di peccare, ho dei figli troppo lontano, e io la solitudine non la sopporto, ed ecco che andando al letto prego, male ma prego, ma com'è che non vengo esaudita, la morte se presa il meglio di me, e non vuole che ragiunga la cosa piu bella che avevo, i figli hanno la lotro vita, la mia era lui che oggi m'impedisce di guardare altrove, si noi agogname questa terra, ma non vedo IO l'ora di lasciarla, bella, si molto sentita,

T
Tonia13 agosto 2009

Ad un certo punto della nostra esistenza; quando le membra iniziano a vacillare e la solitudine incalza ci si chiede: Abbiamo vissuto nel bene e nel male, abbiamo costruito, abbiamo dato, abbiamo amato... ora è arrivato il momento di andar via... lassu' dove regna la pace eterna e dove Qualcuno, l'unico essere Supremo, " Dio" ci accogliera' tra le sue braccia... per proteggerci ancora! C'est la vie Antonella!

Kiaraluna13 agosto 2009

Quanto è amara questa reale sensazione... la solitudine che ci carpisce silenziosamente l'anima ci toglie la forza di lottare, e sempre più la paura dell'incognita della morte diventa il desiderio di quella prima notte di quiete. Profondità di riflessione da brivido in questi versi, stupendi e apprezzati, che spero siano valorizzati come meritano.

Paolo Ursaia13 agosto 2009

No, non è una condanna, la morte...è un passaggio. Riflessione elegante, mai banale, in versi di grande armonia. Piaciuta

M
Mau035813 agosto 2009

Antonellina, hai messo sul tavolo un discorso da niente oggi! si potrebbe aprire un convegno grazie a questa tua. questa volta non ho risposte o idee, si deve subire, sai si deve subire. Come sei brava e quanto bene scrivi con quella tua splendida logica diritta come un'asta da bandiera.

M
Matteo Testi13 agosto 2009

Quando la vita non è più vita, quando ogni giorno va sempre più male la morte non è vista come fine ma come una liberazione verso un mondo migliore... Poesia stupenda... Piaciuta moltissimo...

A
Antonio Terracciano13 agosto 2009

Penso che sia come dopo un viaggio: più lungo e faticoso è stato, più si sente il bisogno, finalmente, di riposare; nient'altro. Poesia molto bella e sentita.

O
Orma Detruria13 agosto 2009

non è nemmeno facile staccare, ricordo la piantina praticamente seccata ma una foglia verde ancora guardava verso il sole e l'aria ed io che tanto avrei voluto non esserci piansi imbarazzata... bellissima questa tua.

Ulisse13 agosto 2009

Ci hanno insegnato che la morte è una cosa brutta, la materia soffre,è innegabile... penso che in qualche modo in noi ci sia la reminiscenza della preesistenza, e ad una certa età,e con una certa consapevolezza si senta la stanchezza del vivere, allora si sente più famigliare il senso di liberazione, e penso sia il termine più adatto che non morte... del resto non si ha memoria della provenienza e ci si lega alle cose che vediamo o che facciamo in questa dimensione... bella riflessione in versi.

Angela Rainieri13 agosto 2009

La morte è solo un momento della vita... un passaggio... una via che non conosciamo bene e per questo a volte ne abbiamo timore... ma sono sicura che qualcuno con il suo Amore immenso ci saprà accogliere con dolcezza... Piaciuta e da conservare.

Antonio Biancolillo13 agosto 2009

...quando pensi che tutto vada ...e poi ti accorgi che qrriverà quel giorno... un giorno che non potrà essere come lo si dipinge... credo che tutto diventerà diverso... non può finire come immaginiamo noi... La morte non sarà quella che vedo... oggi non mi è dato saperlo... solo la Fede abbraccia le mie risposte... Quanto ci sarebbe da dire sulla tua riflessione bellissima di oggi...

Anna Maria Obadon13 agosto 2009

Purtroppo per esperienza ho visto molte persone soffrire: anziane e non... Negli anziani la situazione determinante verso la depressione è la solitudine, la mancanza di affetto, dopo magari aver perduto il compagno di vita, da parte spesso anche degli stessi figli. E' difficile invecchiare, ancor più difficile se nel disinteresse generale. Nei giovani spesso ci sono problemi di malattia, di depressione dovuta a molteplici cause. Tutte persone che soffrono enormemente e vedono la morte come una liberazione. E' un argomento molto articolato tu lo ha espresso benissimo nella tua poesia.

L
Libera Mastropaolo13 agosto 2009

Io sono convinta che tu conosci bene la risposta, anzi, ne sono certa. Il solo fatto di aver affrontato l'argomento, significa che ti rendi conto della realtà e sei capace di giudizio. Comunque la poesia è davvero bella, come tutte, d'altronde.

P
Paolo Faccenda13 agosto 2009

Intensa, ha molta forza espressiva, ho già veduto nelle tue ultime poesie un miglioramento qualitativo della forma, che mi pare divenga più attenta e melodica, con ritagli e passaggi notevoli, intelligenti e originali. Ma devo dirti davvero che questa è estremamente bella, sia in forma che in contenuto: toccante condiviso!

Berta Biagini13 agosto 2009

Tutti pensiamo che la morte debba far paura, perché lo sentiamo dire e chi l'ha provata non può raccontarcelo ed allora tiriamo avanti con le nostre idee. Dovrebbe far paura a chi è talmente attaccato alle cose materiali di questa terra tanto da diventare egoista per non volerle lasciare ad altri – mentre chi vive una vita di dispiaceri e malattie vede in lei solo un'ancora di salvezza. Molto sentita.

Paolo Eroli13 agosto 2009

spesso... specilmente tra le persone anziane circola ...con forza questo desiderio di concludere quesrta vita terrena anticipatamente, anelandone la fone ...le cause sono tante e varie... solitudine... dolore... pochi mezzi... se ne potrebbero contare tante altre... una poesia scritta molto bene su questo tema cosi' socialmente terribile... i vecchi sono la nostra memoria... i nostri nonni e genitori... difficile da accettare... Bei versi molto profondi!

Rosy Marchettini13 agosto 2009

la morte è brutta perché ci separa da ciò che conosciamo, di lei, a parte questo, poco sappiamo, se non quello che le varie religioni del mondo ci insegnano... Alcune persone desiderano moruire perché stanche interiormente, provate talmente tanto dalla vita che vedono il riposo eterno una fuga da questo non quieto vivere, persone malate private della speranza di guarire, ersone che si sentono sole e cadute in depressione Ci sarebbe da parlare per ore su questo argomento e non basterebbero i nostri giorni Come sempre sei fantastica con i tuoi versi Molto, molto piaciuta ed apprezzata

Carla M Casula13 agosto 2009

La morte non è qualcosa di definitivo,è solo un passaggio,è solo un attimo nell'immenso cammino verso l'eternità. E' terrore per alcuni e liberazione per altri... Sono versi estremamente toccanti e riflessivi, pregni di intensa espressività. Molto bella. Tanto, tanto apprezzata.

Carlo Sorgia13 agosto 2009

Purtroppo arriva il momento per tutti di lasciare questa terra. Quando penso alla dipartita penso anche alla nascita. In realtà le due cose sebbene distanti l'una dall'altra hanno molti punti in comune. Al momento della nascita chi attende '' non vede l'ora '' che accada (non so per il nascituro) quando si arriva invece al lumicino si spera che il termine arrivi presto.

«Ci possono essere molteplici ragioni che a volte inducono un essere umano a desiderare di soccombere, per non dovere più soffrii re... Ai più potrebbe sembrare assurdo ma chi desidera ciò è in uno stato psicologico che gli fa sentire la vita insopportabile... Nessuno di noi dovrebbe avere questo tipo di pensiero distruttivo quel che ci dovremmo forse chiedere è se potremmo evitare che questo accada sia a noi che al nostro prossimo... Così l'ho sentita...

Marisol5815 agosto 2009

La morte giunge a volte quasi come una liberazione forsè perché la vita per alcuni è talmente dura da sopportare da non desiderare altro che finisca al più presto. Allora non fa più paura morire ma vivere. Stupendi versi, splendida poesia.