La conchiglia
You Don’t Know Me
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sulla sabbia raccolsi la conchiglia
come una bimba l'appoggiai all'orecchio
dove il vento cantava la canzone del mare
onde furiose rimescolavano i suoni
alzai lo sguardo al cielo nero e mi lavai
il cuore e l'anima
i sentimenti
divennero gocce di pioggia
sapore di sale... la conchiglia come un trofeo
tra le mani
orme e piedi nudi
affondavo nella sabbia molle
l'acqua alle caviglie
bagnava le vesti
nessun suono uscì dalle labbra
mentre il lambire dell'onda saliva alla vita
quel suono magico mi chiamava
e il vento nella brezza
portò un sorriso
il tuo ...ti vidi
piano ti venni incontro
sui capelli piccole gocce d'oro fuso
sulla fronte l'ultimo raggio
trapassò le nuvole
la conchiglia
brillò come una stella stretta
tra le dita toccò l'acqua
ritrovò il silenzio senza suono
dell'abisso scuro
si svuotò di ogni nota
restò a galla ancora un minuto
l'abito azzurro
il suo profumo
e quella conchiglia sul fondo
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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AlexMen15 agosto 2009
Ho i brividi tanto è bella questa tua poesia... bellissima e intensa da ricordare.
Cuccu Anna Maria15 agosto 2009
E' veramente emozionante sentire il suono di una conchiglia. Quando ero piccola me la portavo all'orecchio e ascoltandone il suono immaginavo vascelli e racconti di mare. Intensa e suggestiva. Stupenda.


