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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Antonella Bonaffini
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Morte 16 agosto 2009 · lettura 1 min · 3897 letture

Ad Illuminar Silenzi

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Tra camici cangianti e voluminose toghe ragion si perse eppur era evidente che qualcuno quella notte si sporcò. Colui che si lavò le mani in una lurida coscienza... lasciandoti morente. Ad illuminar silenzi io volgerò la mia vacante vita e quando il fiato ultimo vorrà recider la speranza una candela nel cuore e per sempre ... nel mare del dolore rimarrà accesa.
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Aver il meglio nelle strutture sanitarie in Italia significa aver a che fare con "gli intoccabili". Mio padre muore per un maledetto errore medico all'età di 56 anni. Una certificazione dello stesso ospedale (visibile il timbro e la firma di due medici diversi) lo da positivo ad un esame specifico... negativo soltanto 20 minuti dopo. Qualcuno sbagliò qualcosa quella maledetta notte e l'errore fu purtroppo irrimediabile. Delfini di D. Modugno, che per la prima volta canta insieme al figlio, era la Sua canzone preferita.

L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (18)

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Paolo Ursaia16 agosto 2009

Il discorso è lungo... tuttavia, vale la pena di scoperchiare la pentola. Chi controlla chi, in alcune strutture? Poesia asciutta e dura, piena di dolore e di coraggio. Piaciuta

Alessandra Ciprietti16 agosto 2009

Argomento duro e doloroso, credo che molti si siano scontrati con negligenza ma a volte anche, purtroppo, con errori umani. Una poesia splendida, come sempre.

A
Antonio Terracciano16 agosto 2009

Una volta mi fu raccontato un episodio, credo vero. Un medico, passando davanti a un cimitero, disse: "Sono più quelli che abbiamo mandato noi lì dentro che quelli che ci sono andati con le proprie gambe".

M
Mau035816 agosto 2009

Carissima Antonella ti capisco e tu lo sai. Questa tua di oggi è,come dite a Roma, precisa e stigmatizzante. Tu però devi riuscire a superare il trauma e a fartene una ragione, anche se è durissima.

Paolo Eroli16 agosto 2009

certoanche i medici possono sbagliare, ma dovrebbe essre una cosa rara dato che quanto sbagliano loro c'e' di mezzo una vita umana... dura realtà da accettare sicuramente... bei toccanti versi...

Berta Biagini16 agosto 2009

Non sempre tutto viene a galla, purtroppo – spesso atroci dubbi rimangono a farci compagnia per tutto l'arco della vita, quasi a farci sentire in colpa per qualcosa che esula dal nostro fare. Versi che mi hanno toccata nel profondo – è buffa la vita, come ci possiamo trovare sullo stesso piedistallo a soffrire. Sentita.

Anna Maria Obadon16 agosto 2009

E' difficile accettare la morte del proprio padre poi se si pensa, a ragione, che la sua fine sia stata causata da un errore umano diventa ancora più difficile. Argomento molto delicato trattato con coraggio: bei versi

Angela Rainieri16 agosto 2009

Anche i medici sono esseri umani soggetti agli errori... e pultroppo quando sbagliano loro è abbastanza grave perché vengono falciate delle vite umane e il dolore diventa ancor più grande quando fra queste persone ci sono pure i nostri cari... L'argomento è delicatissimo e anche lungo... e ci vuole tanto coraggio per affrontare l'amara realtà che resta... Versi intimi e toccanti. Piaciuta come sempre.

Gli errori purtroppo sono fatti in ogni campo ma quando implicate ci sono delle vite umane si dovrebbe veramente fare di tutto perché questi non accadano... Versi sofferti e vividi nella loro essenza... Molto sentita...

Kiaraluna16 agosto 2009

Altra spina nel cuore la malasanità,dramma nel dramma del dolore, di cui non si parlerà mai abbastanza. Indifferenza, incompetenza, superficialità? Forse un po' di tutto questo. Chi ne resta vittima, di riflesso, perde ogni fiducia e come dargli torto... dire che sono anch'essi uomini soggetti all'errore è in parte vero ma anche riduttivo. La responsabilità della classe medica non può essere giustificata con leggerezza, troppe eclatanti disattenzioni sono emerse, per poterlo fare. Ma è giusto pensare che c'è anche chi onora il suo giuramento fino in fondo, ma non può compiere miracoli. Dura e giusta la tua amarezza Antonella, dinanzi alla colpa, se colpa è stata come dici, di grave irresponsabilità. Versi toccanti d'una ferita ancora aperta, stupendi.

Poetaxamore16 agosto 2009

Molto sofferta questa poesia... dolorosa quanto purtroppo vera... la nostra vita è nelle mani dei medici ma non sempre purtroppo questi sono all'altezza della situazione e basta un piccolo e all'apparenza banale errore per spegnere una vita... molto sentita... bella

AlexMen16 agosto 2009

Hai redatto una ode di elevata consistenza emozionale, intensi versi nostalgici che mi hanno particolarmente coinvolto . Ben valutata.

P
Paolo Faccenda16 agosto 2009

Poesia di dolore e di denuncia, purtropo in quei campi è difficile districarsi, e la tua poesia nel dolore, offre tanti spunti per dire la propria opinione. Le assurdità sono tante e io purtroppo ne conosco diverse, quella dei medici è una casta abbastanza intoccabile, in certi campi poi non ne parliamo proprio. Amaramente ti capisco e condivido!

L
Libera Mastropaolo16 agosto 2009

Errori medici, sempre e dappertutto... Dolorosa poesia, chiara e lineare. Sono vicina al tuo dolore, Antonella. Se ti può dare un barlume di consolazione, trovo la poesia, degna di plauso. Un abbraccio.

Carla M Casula16 agosto 2009

Versi sofferti, graffianti e tanto coraggiosi, versi di straordinaria efficacia e chiarezza espressiva. Un grido di dolore e di rabbia, sacrosanto e mille volte giustificato, sotto forma di breve componimento poetico. Particolarmente sentito. Di gran pregio.

Antonio Biancolillo16 agosto 2009

Argomento molto forte e ben affontato nei pochi versi da condividere... Apprezzata.

Rosy Marchettini16 agosto 2009

Cara antonella è accaduto la stessa cosa a mio padre, quando ho detto che mio padre non lo si poteva riportare a casa la dottoressa mi ha domandato quale fosse la mia occupazione lavorativa ed alla mia risposta mi disse. "lei faccia il suo lavoro, lei non è laureata in medicina, io sono un medico affermato e so quel che faccio, suo padre sta benissimo" morale mio padre 3/4 d'ora dopo apirava il suo ultimo esile respiro tra le mie braccia, per fortuna ebbi la fortuna di essere arrivata a casa e non è accaduto mentre eravamo in auto...! però io non sono un medico! Conosco bene questa rabbia e questo dolore anche per la nostra impotenza! bellissima poesia, papà ti sorride da lassù e meravigliosa canzone che accompagna questi tuoi versi

Carlo Sorgia17 agosto 2009

Purtroppo hai perfettamente ragione ma a volte bisogna anche accettare con l'amaro in bocca... un discorso che ci porterebbe molto lontano Bella e sentita