L'ultimo sorso
Luce del giorno
si ostina a ficcarsi nella mia stanza vuota
non mi resta che un vago ricordo
nuoto sperduto meditando sentenze
di vizi mi agghindo
l'equilibrio è labile
cavalco una cagna
che sbava e ghigna
lugubre cielo dimmi dov'è la via
non ho più candele
il fumo offusca la mia dignità
l'uomo che ero
scivola incessantemente nel baratro oscuro
in compagnia di capre sbranate
di vacche marcite
nel fango del mio ego
bevo l'ultimo sorso
e d'eclatante chiasso
vomito il futuro.
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Commenti (1)
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AlexMen16 agosto 2009
Molto dura... pare che non si voglia aprire la finestra della speranza... io penso che non bisogna mai vomitare sul futuro... caso mai farlo sul passato e sul presente!
