15 Agosto 2009
Grazia Longo
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Mi avvicino all'enorme catasta
che si erge maestosa sull'umida sabbia
Lontana dalla tavola imbandita a festa
Fuori da questa festa festosa
che allaga l'anima mia
di struggente malinconia ...
Nell'oscurità anima ribelle,
sotto un tappeto d'onice
intessuto dell'oro delle stelle,
mi muovo furtiva e lesta.
Lascio alle mie spalle belle
il vociare festoso di chi resta.
Come una ladra mi avvicino
un po' di carta e l'accendino ...
Fioca nasce la fiammella ...
silenziosa e incerta trema
alla brezza lieve della sera.
Per un attimo scompare
poi riprende a respirare ...
Cauta la depongo piano
in un nido di secchi rami ...
Traballa incerta, sorpresa,
si guarda attorno in attesa...
Incontra i primi sterpi,
li abbraccia con dolcezza...
Un attimo di danza ...
La fiamma guizza e canta!
E meraviglia!
Il fuoco improvviso divampa!
Da piccola scintilla ora sfavilla.
Fragoroso e arrogante il buio ferisce.
Imperioso e violento crepita e ruggisce.
Accorrono gli amici gioiosi a far baldoria ...
Faccio in tempo a bruciare la mia storia,
la storia di me e di te, che più non c'è ...
Diventi un uomo qualunque tra tanta gente,
un uomo qualunque che non vale niente ...
Resta l'amore tra ceneri non spente
a bruciare nel cuore che non mente ...
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Maurizio Spaccasassi16 agosto 2009
Devo essere sincero, la poesia è un incanto che prende trascina e commuove, sembra una favola specialmente dall'accensione della fiamma in poi, molto apprezzata.
Alcamese17 agosto 2009
a me e piaciuta, mi meraviglio nel vedere un solo commento i miei auguri all`autore


