Figlio della strada

Figlio della strada
figlio della crudele vita,
messo ai margini della città.
Ti chiederanno di sparire
ti diranno di andare in malora,
ma tu sarai bravo a distinguere la realtà.
Mani in tasca nelle fredde serate novembrine
i tuoi panni vissuti ti faranno compagnia,
i tuoi occhi stanchi saranno fari nella nebbia mattutina.
Figlio della strada.
Cullato da bambino dall'uomo nero
nutrito da cagne di periferia,
deriso dalla bella borghesia!
Figlio della strada
figlio della notte buia,
aiutato dalla matrigna luna
scuoti il tuo tempo
indossa il tuo inverno
che paura a te non farà più l'inferno!
©
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Commenti (2)
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AlexMen16 agosto 2009
"...la poesia è molto dura... ma fa capire lo stato d'animo di chi si sente da sempre ai margini... belle impressioni che fanno pensare. Apprezzata!
Rosy Marchettini16 agosto 2009
poesia i cuiversi sembrano essere lame acuminate che perforano la carne del lettore poesia di una drammaticità sconvolgente, anche la luna è, qui, chiamata "matrigna" Emarginazione, indifferenzaipocrisia sono sempre incinta e partoriscono solo dolore e miseria umana Bellissima poesia, piaciuta moltissimo

