Raccolgo quel che vedo
Gianpiero De Tomi
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Stretti cunicoli
da percorrere mentre respiro
spaventato, mi ridesto
per non essere inseguito
dal ricorrente incubo
E ancora le mie scarpe
frantumano vetri sul nero asfalto
frammenti affilati
che tagliano l'anima
lasciata incustodita
in una notte d'estate
Il grido di dolore
si scioglie lento
confondendosi con un limpido
battere del metallo
sulla pietra
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L'autore
Gianpiero De Tomi
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