Svanita
Ho aperto gli occhi ed eri li'
giacevi immobile, senza respiro
avvolta in un lenzuolo di seta... bianco
che al mio osservare
sembrava prender vita!
era solo un'illusione,
che mi dava il vento
inconsapevole
della mia sofferenza...
forte,
nostalgica,
che piange lacrime
di te ...amica,
come cera su candele
disegna di me... l'ascoltare
di echi di voce
forse tuoi!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Jeannine Gérard19 agosto 2009
sai non ti volevo commentare, non perché non mi piaciono i tuoversi, anzi sono veramente intensi e veri ma quando si parla di morte, ho les frissons, ho visuto questo dramma in prima persona, e la morte, delinquente mi ha tolto quello che avevo di piu prezioso, il mio sposo, e tu con i tuoi versi, sto rivivendo il dramma, hai aperto gli occhi e hai visto questo lenzuolo bianco, sembrava prendere vita, e la voce che sembra ancora viva, la tua amica che ancora vuoi fare restare viva, si molto triste, ma bella nel tuo riccordo, qella donna, non morira mai, con questi versi, resta viva per sempre,
AlexMen19 agosto 2009
Bellissima poesia... e sentire le voci... che forse sono le sue che ti chiamano dall'aldilà per dirti ancora qualcosa. Veramente emozionante!

