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Famiglia 23 agosto 2009 · lettura 1 min · 13249 letture

Bevo amarezza

Elisabetta Randazzo 759 poesie pubblicate
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Non c'è bisogno dare la parola alle tue labbra te lo leggo negli occhi mentre bevo amarezza che avvelena il cuore Guardando il tuo animo ferito senza più lacrime agli angoli degli occhi Davanti al cuscino lasci cadere i sogni di padre nelle tue tristi ciglia Rimpiangi sempre l'amore perduto mentre raccogli con lo sguardo l'immagine di lei in una fotografia sbiadita Nella profonda notturna veglia vagano i pensieri e tu grande quercia... ti accartocci come foglia
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Le sensazioni lasciate dai lettori.


È meravigliosamente bella... SI legge d’un fiato (Sara Acireale)

Complimenti all’autrice della settimana (Sara Acireale)

Tosta, ma anche molto profonda e bella. (dionisio moretti)

Una bella poesia che tocca le emozioni più intime (Marisa Amadio)

Riletta a distanza di anni... un testo che non può (Giacomo Scimonelli)

non commuovere. Ricordi incancellabili che toccano (Giacomo Scimonelli)

il cuore... Una Poesia, triste e coinvolgente... (Giacomo Scimonelli)

Congratulazioni di Cuore Autrice del giorno ✨🌹✨ (Danilo Tropeano)

Complimenti Poetessa del giorno. È una bellissima (Sara Acireale)

poesia questa... (Sara Acireale)

Toccante. Complimenti Autrice del giorno (Alberto De Matteis)

Il rispetto del padre e del suo dolore mostra (Giovanni Ghione)

Un prezioso valore familiare! Complimenti! (Giovanni Ghione)

Autrice del giorno; (Giovanni Ghione)

Bella complimenti (Gabriella Giusti)

Bellissima, complimenti Elisabetta (Giuseppe Mauro Maschiella)

E’ bellissima, complimenti davvero. (Duilio Martino)

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Commenti (24)

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Kiaraluna23 agosto 2009

Perdere la compagna della vita, quando l'età avanza, lascia un vuoto che va al di là della solitudiine. Forse essere padre non basta a quel dolore che ha perso l'altra metà del cuore. Un'immagine che lascia tanto amaro in bocca, descritta con dolcezza e infinito amor filiale. Apprezzata e sentita profondamente.

Antonella Bonaffini23 agosto 2009

Credo che quando a mancare per prima sia la donna in una coppia chi rimane si senta davvero... perso. Una dolce poesia che mi ha fatto molta tenerezza, un ricordo che sembra bruciare e che accartoccia una "quercia"come una foglia... l'amaro potere del dolore. Bellissima.

Paolo Eroli23 agosto 2009

La storia di una vita disegnata su un volto... grande amarezza e solitudine dentro... e la voglia di lasciarsi andare... Bella poesia piena di sentimento!

Jeannine Gérard23 agosto 2009

questa poesia mi ha comossa, storia di tante persone, che sole rimangono quando perdono il compagno/a della loro vita, una foto, per non dimenticare, triste l'andare a dormire e piangere, il tuo cuore è spezzato per sempre, e nulla puo, neanche l'illusione, un ricordo che ancora ho anch'io nel cuore, il volto è lo specchio dell'anima, e le si legge tutta la sofferenza... molto triste nella sua verità...come pesa vivesenza la persona amata... si pesa...

Gabriella Caruso23 agosto 2009

La figura di un padre che invecchia e accarezza ricordi e foto sbiadite, mirabilmente espressa in questa poesia. " Tu grande quercia... ti accartocci come una foglia" Spendida chiusa.

Leggere il profondo dell'animo del proprio padre... scrutarne gli occhi e leggervi tutta l'amarezza il rimpianto e la sofferenza per il suo amore perduto... Ed altra amarezza si aggiunge in quella figlia che impotente assiste al lento accartocciarsi di quella foglia che parte è di quella grande quercia un tempo forte e vigorosa... Molto sentita...

Paolo Ursaia24 agosto 2009

Il dolore è muto... non è orgoglio...è dolore quel silenzio che morde. Molto piaciuta

Carla M Casula24 agosto 2009

Uno dei componimenti poetici più belli, profondi, incisivi e veri che io abbia mai letto. Meraviglioso in tutta la sua vivida amarezza. Folgorante. Conservo!

mp47pasquino24 agosto 2009

E' amaro fiele il bere della vita, quando le rughe si accartocciano come foglie arse... colpiscono questi versi dove la rima libera emozioni, ad ogni strofa immagini dipinte dal giallo cupo al verde macero e il marrone di quella quercia che ha perso la sua fronda... colpiscono metafore e figure impresse a corroborar parole, di poesia, un'emozione.

AlexMen24 agosto 2009

Poesia sublime, profonda, che attanaglia le emozioni rapendole in un limbo di riflessione. Una buona lettura!

Rosy Marchettini24 agosto 2009

Versi scritti con il cuore di figlia, figlia preoccupata per la sua Quercia... versi dettati dall'anima di chi ama profondamente il proprio padre applausi, Elisabetta, da questo grande e sfavillante teatro Piaciuta moltissimo, la conservo nel cuore

L
Lorenzo Crocetti25 agosto 2009

Questa è davvero una bella poesia, e sinceramente devo riconoscerlo, proprio io che sono di gusti difficilissimi. Ero entrato con l'idea di scrivere una critica ironica... e invece, la poesia mi è parsa davvero all'altezza. Ma qualcosa trovo da ridire contro questa Elisabetta con l quale non vo troppo d'accordo per ragioni mie e che lei sa bene, e allora sparo a zero. Che bisogno aveva di "turbare" questa bellissima poesia che vive di vita propria, con quella confusionaria musica di fondo? Possibile he chi sa camminare molto bene sulle proprie gambe con perfetto equilibrio, si voglia apoggiare inutilmene a un bastone?

O
Orma Detruria25 agosto 2009

una poesia che apre al proprio cuore e alla propria storia, e qui mi fermo perché sarebbe troppo facile dire. punge come un coltello su una ferita già sanguinante, magistralmente composta e offerta.

Giovanni Monopoli25 agosto 2009

una bellissima poesia che racconta nella sua tristezza momenti di vita che restano impressi nella mente... molto bella e piaciuta tanto

Franciscofp25 agosto 2009

Versi molto toccanti che nel descrivere la sofferenza disegnata su un volto... rivelano l'amara preoccupazione di vedere invecchiare un proprio caro. Molto apprezzata

Antonio Biancolillo25 agosto 2009

Non c'è bisogno della parola... te lo leggo negli occhi... in quelle lacrime ormai asciutte che più non solcano quel viso... Apprezzatissima.

F
Franca Canfora31 agosto 2009

Un ritratto quasi palpabile di questa figura, che l'amore di figlia rende superlativo. Splendida la chiusa, che rende ancor più preziosa una già splendida poesia.

P
Paolino19 marzo 2010

Poesia tenera, intensa e malinconica! Traspare la giustissima tristezza della grave perdita. Versi scritti con il cuore! Apprezzatissimi.

Angela Fragiacomo20 ottobre 2011

non ho potuto far a meno di commuovermi, dinnanzi a tanta bellezza poetica... una lirica che penetra l'anima e là rimane, e far eco ad immagini forti e dense... uno stile che amo, di un'Autrice senza pari... m'inchino, ammirata

Merlino7 luglio 2016

tenerissima questa lirica che nei versi sprigiona tanta nostalgia, i ricordi rendono la vita più vita. Bel lavoro

Giacomo Scimonelli26 agosto 2016

Versi struggenti che lasciano un'impronta nel cuore di chi legge... Un verseggiare toccante che s'espande tra note di intensa malinconia e un dolore che lascia inermi... L'amore di una figlia per il proprio padre è un qualcosa di inspiegabile e non poterlo consolare è terribile... non è facile interpretare le sensazioni e le emozioni che sono racchiuse dentro ogni verso... Le lacrime non bagnano più gli occhi di chi oramai sa che la donna della propria vita è diventato un rimpianto... un ricordo che strazia l'animo... Accartocciarsi come foglia è l'epilogo di un grande sentimento che però ha generato amore... l'amore di una figlia che assiste impotente alla sofferenza di colui che fu una grande quercia... una figlia che adesso beve solo amarezza...

Rosanna Peruzzi4 gennaio 2017

Non c'è bisogno di alcuna parola quando il dolore si legge negli occhi delle persone che si amano. Si può bere solo amarezza nel vedere gli occhi del proprio padre esausti di versare lacrime per la perdita della donna della propria vita, della quale gli rimane solamente un'immagine sbiadita dentro una cornice. Sono versi veri, sentiti e commoventi.

Pietro Saglimbeni19 febbraio 2018

Con il tempo,, tutti noi diventiamo fotografie sbiadite... meravigliosa l’immagine della grande quercia che si accartoccia in foglia... che sempre quercia rimane!

Danilo Tropeano2 maggio 2020

È così meravigliosa la vita ma nel suo disegno divino, ahimè, pur infinitamente dolorosa specie se costretti a vivere l’ultima stagione di essa senza la propria metà del Cuore con cui condiviso praticamente un’esistenza. Un finale che prima o poi accomuna tutti e negli occhi il riflesso nitido della sofferenza per la tangibile assenza della compagnia amata di cui è impossibile non ricordarne l’essenza d’Amore perdurante nell’eternità. Lirica struggente che spezza il cuore del lettore per la prorompente emozione.