Quando dormi
Ti guardo dallo specchietto
come da piccolo dormi
trovavo tanta forza
nella leggerezza del tuo sonno
sempre più ti avvicini
alla simmetria dei miei difetti
e sei come olio
che si spalma
sulle ferite
e non trattengo più tra le dita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Kiaraluna24 agosto 2009
Fragile e indissolubile il rapporto con un figlio, pieno di spigoli e velluto. Molto bella e intensa questa poesia, sentita profondamente.
Daniela Messana24 agosto 2009
Come capisco questa distanza- vicinanza. La crescita di un figlio regala sensazioni di continue letture di comportamento... siamo noi che dobbiamo imparare a vederli crescere nella loro trasformazione e capire che rimaremmo dentro di loro per sempre. Dobbiamo imparare a trattarli da adulti. Non è facile. Grazie per avermi fatto riflettere a fondo. Molto sentita.
AlexMen25 agosto 2009
Bella riflessione su un figlio che andrà crescendo, e pur se uno ne ravvederà sempre più somiglianze, al tempo stesso, sentirà il distacco avvenire lento ogni giorno sempre di più.Gradita composizione.


