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Satira 27 agosto 2009 · lettura 2 min · 1087 letture

Siamo cresciuti

Maurizio Spaccasassi 596 poesie pubblicate
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non era così lontano il medioevo quante palle ci raccontavano per farci stare buoni sono cresciuto ormai non credo più ai lupi e alle streghe sono stato bravo sotto le coperte fino a quasi non respirare per sorvegliare la luce dietro la porta chiusa ero ossessionato dall'idea che il diavoletto venisse a prendermi nel letto ora se ho paura accendo la luce ma forse a volte è meglio non vedere i furbi sono diventati grandi anche loro ora si preoccupano degli extrarerrestri ma i nostri veri nemici sono i terrestri c'è chi teme i morti ma i vivi fanno assai più male. Era meglio non capire la realtà e spiegare la vita con una favola ma c'è carenza di cacciatori e principi la mobilità non guarda in faccia a nessuno. I politici raccontano ancora le favole di quello che ci piace sentirci dire loro ci amano e ci gonfiano d'illusione rimaniamo incantati al sogno fino a quando non esplode in coriandoli di solito non gioiamo al gioco di prestigio Si piange molto per i soldi qualcuno's'acceca di materialismo e non sanno più vedere dentro. Indossavo il vestito di mio fratello che era di mio fratello tutti sparsi nel cortile come galline spennacchiate ed ora siamo cresciuti ognuno di un colore diverso c'è chi ha messo le piume qualcuno le corna altri han comprato le ali ma han fatto poca strada. Ci s'inventa un potere schiacciando i più deboli ma costa cosi poco essere se stessi.
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L'autore
Maurizio Spaccasassi

Biografia Maurizio Spaccasassi-Pseudonimo(soledelmattino) Nato a Chivasso (To) 26-01-63. Titolo di studio Diploma medie superiori specializzazione Perito Meccanico. Quando si inizia a scrivere per se stessi ,si ha come la sensazione di comunicare con il proprio inconscio,si cerca la chiave che entra nella

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Commenti (3)

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Cuccu Anna Maria27 agosto 2009

Poesia che mi ha mandato indietro nel tempo. Sì, le vecchie favole che si raccontavano ai bambini per impaurirli e farli andare a letto, altrimenti arriva "momotti" (sarebbe il diavolo) o su Buggiu (sarebbe il boia o comunque uomo cattivo derivante dal cognome di un ministro del regno sardo piemontese Bogino famoso per la sua tirannia e dispotismo, un vero boia) o si nominavano gli spiriti. Ma bisognerebbe aver paura dei vivi e non dei morti. Bisognerebbe aver paura delle favole dei politici o di coloro che vogliono farci del male. Condivisa ed apprezzata.

Kiaraluna27 agosto 2009

Essere se stessi costa poco... ma è quando non ci piace come siamo dentro che indossiamo gli abiti degli altri, quelli che vorremmo essere. E saimo disposti anche a rubarli quegli abiti, pur di far credere di essere diversi, migliori, vincenti. E sempre meno si capisce che la semplicità vince sempre, e più rinneghiamo noi stessi come siamo, più seppelliamo le nostre origini e chi ci ha generato. Stupenda, un capolavoro di emozione e riflessione, da conservare.

AlexMen27 agosto 2009

Interessante tornare indietro... non era lontano il tempo del medioevo... o quanti anni hai?'...Davvero piacevole questa lettura!