Sotto il tuo sguardo
L'anima delle cose
mi sfiora
con raggi fatti di pulviscolo d'oro
Inafferabile luce
che mi penetra la carne
e mi seduce
Pervasa da questo ardore
incendio le labbra
in parole e preghiere
e le mani estendono il fremito
intenso
della Vita che mi inabita
nei gesti quotidiani
Così il tuo caffè
al mattino
ha un rumore affascinante
-come di grotta marina inespolarata-
e il canticchiar sommesso
mentre ti radi
disegna note di sole
alla finestra
Dov'è l'amore invero?
C'è forse un dentro
o un fuori?
Con te tesoro
la Luce è tutta al centro
come il tuo cuore
nel petto brizzolato
o come il Signore
nel tabernacolo ignorato
©
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Commenti (5)
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Elena Poldan30 agosto 2009
Ottimo l'incipit, ma... ahimè in discesa libera, ti sei proprio persa...
A
Angelosilv30 agosto 2009
Nella poesia si costruisce un monumento, da gustare pezzo a pezzo. Le mani giunte, la preghiera disegna un asse verticale. I gesti quotidiani, il caffe marcano un asse orrizontale. Si scopre che ilmonumento non è che la Croce, dal cui centro - incontro tra orrizontale e verticale, nasce la vera luce. Coimplimenti.
Antonio Biancolillo30 agosto 2009
...c'è forse un dentro o un fuori... verso stupendo... molto riflessivo ...un tutt'uno nel Suo sguardo... Ma è bellissima...
Carla M Casula31 agosto 2009
Peculiare nello stile e nel contenuto. Suscita interesse. Letta d'un fiato. Molto piaciuta.
Maurizio Spaccasassi31 agosto 2009
Poesia brilla nella semplicità e nella capacità di lavorare molto bene con analogie della vita quotidiana. Originale e bella.



