Fiore fragile
Dolcezza suadente
inebriami di solitudine
non guardare la mia pelle
al riflesso del sole
ma guarda la stella
riflessa nei miei occhi.
Ho inciso ricordi sbiaditi
arrancando a fatica i miei petali
perfida realtà!
accecata d'amore
in un riflesso non più mio
nel ghiaccio del mio tormento.
Ora, assaporo la mia dolce timidezza
poggio cristalli di un tempo spietato
nella nebbia...
incertezze,
a rischiarir quel tempo
il tuo volto... perfetto,
come fiore
che esiste sulla roccia.
©
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Commenti (2)
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Elena Poldan31 agosto 2009
Bellissima lirica. Molto affine, devo dire, al mio sentire. A rileggerti.
Jeannine Gérard31 agosto 2009
io vedo quasi questa poesia come una metafora, molto bella e cosi la sto leggendo dove il fiore vorrebbe essere una donna non piu giovane, "non guardare la mia pelle al riflesso del sole, ma guarda ancora il mio sguardo che brille come le stelle" io la vorrei leggere cosi, ricordi sbiaditi che il tempo perfido cancella e la realtà impera, ghiaccio e non piu calore, ed ecco che si assaporo la timidezza perché incertezza... e la chiusa è perfetta, sai, non vorrei aver travisato, ma mi piace leggerla e interpretarla cosi, comunque sia, è magica e magnifica, si molto bella

