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Introspezione 31 agosto 2009 · lettura 1 min · 3403 letture

Ripetizioni

Marco Canonico Baca8175 377 poesie pubblicate
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L'uomo siede sull'indice constatando che è comoda l'unghia. Nell'indefinito opposto c'è Dio che melodizza una paternale per fargli comprendere un crollo in moviola ben lontano da un neo. Io sono quel che respirano e nessuno dei due suonerebbe la gola a meno d'un metro e un passo. Sono l'orfano delle scorie.
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L'autore
Marco Canonico Baca8175

Sono nato esisto ancora e riesco a pensare in un'ellisse verde e muschiosa. fatto di astrazioni voglio essere vissuto senza limiti di raziocinio. Non toccarmi respirami!

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Commenti (3)

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Rasimaco1 settembre 2009

versi asciutti oltre la retorica ed il fraseggio elegante... parole mirate e secche che come stilettate colpiscono nel segno senza lasciare traccia ma solo una voragine in cui annegano la vacuità e l'assenza. stupenda!

Frammento1 settembre 2009

...sorrido e mi lascio andare tra le parole che si fanno lame... e mi piace che sia così il camminare... E' bellissima Marco

S
Sajka2 settembre 2009

non so se questa era l'ispirazione, c'è molta umiltà nella chiusa nella posizione di uomo tra il dolore delle sue imperfezioni e la parola della fede. Ho interpretato così e la trovo elegante nella sua essenzialità