La Canzone di Marinella
Nel fiume,
i vigili del fuoco ripescarono il tuo corpo,
in una grigia mattina d'inverno
e di solitudine,
in un cielo in differente che riversava
sul tuo volto gocce di pioggia rancida.
Nuda con il seno squarciato
e il sesso deturpato,
stuprata senza pietà o pudore.
Marinella era il tuo nome!
Non so forse ti chiamavi diversamente
ed eri la principessa più bella
in una favola senza sogni.
In una notte senza luce vendevi il tuo corpo,
per dimenticare un amore lontano,
per poche lire, perdevi l'innocenza!
Fabrizio mi disse
" povera ragazza, infelice, disperata,
con la mia canzone ho voluto ridarle
oltre la morte,
la dignità calpestata in vita".
In un grigio mattino, nel fiume,
i vigili del fuoco ripescarono il tuo corpo,
stupiti osservarono il tuo bel volto,
i lineamenti dolci, l'antica innocenza
di una bambina troppo presto divenuta adulta!
E c'era il sole e avevi gli occhi belli,
lui ti baciò le labbra ed i capelli,
e c'era la luna e avevi gli occhi stanchi,
lui pose le sue mani sui tuoi fianchi,
e furono baci e furono sospiri,
poi furono soltanto i fiordalisi,
che videro con gli occhi delle stelle
fremere al vento e ai baci la tua pelle.
(De Andrè)
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Commenti (2)
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Lina Maria Cino1 settembre 2009
La storia di una povera ragazza infelice sul filo della canzone del grande De Andrè, versi commoventi che esprimono un profondo triste sentire, accolta con il cuore!
Charlo16 settembre 2009
per me, è stato innevitabile leggere questo scritto... che dire? tante persone muoiono nell'indifferenza, il grande faber ha voluto ricordare Marinella ed anche in molte altre canzoni/poesie torna questo senso di ricordare gli irricordabili. Pure a me, viene spesso questo pensiero, e pure io provo a scrivere qualcosa. Scritto interessante, bell'omaggio magari da leggere con un sottofondo musicale... di chi lo sapiamo!

