Fuori di testa
Nel picchiettante ticchettio del tacco a spillo
che mi rimbomba nel cervello come un grillo
parte la brocca e sbrocca
in un macello che trabocca
Per esser calma sono
ma se quel battere
mi sbatte nel rintocco a tic tac
allora non c'è verso che resista
ed il gentil poeta si trasforma
in bestia imbestialita
...
in un confondersi di forma
che non rientra nella norma
...
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Commenti (3)
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Kiaraluna1 settembre 2009
Anche il gentil poeta...è umano! e in questa esistenza caotica e accelerata gli è consentito e sacrosanto il poter uscir di testa di quando in quando... non fosse altro per respirare un sorso di sana... follia. Molto particolare questa poesia, sentita e condivisa senz'altro. Apprezzatissima.
Giovanni Monopoli1 settembre 2009
esposizione elegante di come un gentil poeta possa rendersi nervoso modificando la sua proverbiale calma in una forte ribellione... poesia originale e per questo piaciuta
Paolo Eroli1 settembre 2009
originale nella forma e nel contenuto... frizzante e vera disposizione d'anima... Piaciuta!


