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Fiabe 1 settembre 2009 · lettura 1 min · 5371 letture

La prima notte del vescovo

Cuccu Anna Maria 890 poesie pubblicate
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Attendevi la tua notte giovine pulzella d' amore piena per il tuo adorato sposo. Ahimè un vescovo libidinoso nel giorno delle nozze con la forza ti rapì. Il tuo sogno d' amore ti rubò ché in quella prima notte egli ti violò e del tuo prezioso dono il tuo dolente sposo privò.
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Purtroppo queste cose nel Medioevo accaddero realmente...

L'autore
Cuccu Anna Maria

Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com

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Commenti (18)

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Gaia22 Tiziana Porcelli1 settembre 2009

Amare realtà del MedioEvo... Il prvilegio non era del consorte ma... del Vescovo di turno...

Fabrizio Diotallevi1 settembre 2009

amo il medioevo, pur sapendo di certe cose. L'argomento è triste ma questa poesia fa bene a ricordarlo. Molto bella, ricorda le antiche ballate che hanno sempre un fascino tutto loro

M
Mau03581 settembre 2009

Lo ius primae noctis di cui parli per fortuna non esiste più da lungo tempo, ma le violazioni e le violenze continuano sotto altre spoglie. purtroppo.

Anna Maria Obadon1 settembre 2009

"Ius primae noctis" era una "buona abitudine" del tempo medievale. Tristi fatti storici. Bella poesia.

Paolo Ursaia1 settembre 2009

Favola triste... breve, dura, essenziale. Letta con curiosità, piaciuta

Kiaraluna1 settembre 2009

Una fiaba dello stile grottesco... ispirata a realtà che erano vergognose secoli fa e che ancora esistono. Apprezzata molto per il tema e la forma.

Carla M Casula1 settembre 2009

...Il titolo mi ha incuriosita non poco... Una bellissima trasposizione in versi di una spregevole usanza tipica dei secoli bui... ma forse in voga anche nei periodi storici meno bui, quando le alte gerarchie ecclesiali facevano il bello ed il cattivo tempo... Ammirevole lo stile, sempre scorrevolissimo ed esplicativo, notevole il contenuto. Letta con immenso interesse ed apprezzatissima!

T
Tonia1 settembre 2009

Povera fanciulla! ...una fiaba non a lieto fine che mi ha sinceramente intristita, presumo che anche nel medio evo esistessero i soprusi e le violenze sulle donne... aime' che brutta epoca! Piaciuta.

Angela Rainieri1 settembre 2009

Una triste storia che riprende l'usanza mediovale del diritto della prima notte riservata al padrone... Una tematica che fa riflettere molto sugli usi e costumi dei tempi e anche di alcuni luoghi. Piaciuta.

Doraforino1 settembre 2009

Usanze arcaiche quelle del medioevo, inaccettabili nel mondo moderno... Questi vescovi, poi... mi fanno accapponare la pelle.

Giovanni Monopoli1 settembre 2009

poesia che si trascina lontana nel tempo, raccontando momenti di storia pur se in fiaba ma dal sapore di verità...sugli abusi e violenze sulle donne

Antonio Biancolillo1 settembre 2009

Una fiaba d'altri tempi... i tempi bui del Medioevo... dove vergognose realtà erano all'ordine del giorno... Letta con piacere.

Berta Biagini1 settembre 2009

Purtroppo sono fatti che accadono anche oggi, forse prima facevano più effetto perché il mondo era diverso, non c'era tanta informazione e tutto veniva messo a tacere –ma le sofferenze di queste povere donne erano uguali a quelle di oggi.

P
Paolo Faccenda1 settembre 2009

La poesia è apprezzabile e interessante per l'originalità del tema, ovviamente riferita a tempi antichi; mi fa venire in mente lo ius primae noctis, quando queste cose accadevano per legge, fra la servitù della gleba. Ora può essere una fiaba, ma in chiave molto moderna e ribaltata, e vorrei dire ardita, dove il lieto fine si annulla nel suo contrario.

F
Franca Canfora1 settembre 2009

Un ricordo d'altri tempi, quando la violenza, mascherata da diritto, tutto poteva, su anime innocenti. Piacevolmente letta e apprezzata.

Danielinagranata1 settembre 2009

Una favola triste ma ahimè che corrisponde ad una realtà che non è facile dimenticare visto che si vivomo tuttora sotto altre forme apprezzata poesia

Paolo Eroli1 settembre 2009

dura realta' d'altri tempi... per fortuna... Bella e vera la tua poesia!

Jeannine Gérard2 settembre 2009

poesia all'ordine del giorno, basta sentire la radio, ma quante volta la chiesa ha mise a tacere tanto blasfemo, blasfemare il corpo innocente di tante creature che confidono in loro, storia di sempre, quasi vissuta sulla mia pelle quando appena avevo otto anni, ma grazie a Dio, a volta esiste un miracolo, ma non tutti son fortunati come me, la poesia è un messaggio che non data da oggi, ma da sempre, molto bella e apprezzata per la sua verità