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Introspezione 2 settembre 2009 · lettura 2 min · 1105 letture

Recuerdos de la alhambra

A
Annysea 161 poesie pubblicate
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Paggi alati ti annunciarono, da noi ancora sconosciuta. Ci aprì il cuore una chiave antica e porte di acero si spalancarono, chiavistelli desueti scattarono, meccanismi invisibili si accordavano nell'arte antica della seduzione nell'attesa di Lei che avanzava regale. La sua presenza invasiva conquistava le nostre anime, ci abbagliava col suo splendore dorico ci conduceva su arcobaleni vaporosi a spasso tra cirri, stelle e smeraldi, ci trasportava su pegasi alati tra note passionali di porpora e oro: Taras percorreva sentieri corallini e invisibili sirene cantavano a boccachiusa ne "l'offerta musicale" di Bach nel duetto cerimonioso andante/allegro le note, le note, le note ci facevano levitare in alto... sul Carro dell'Orsa Maggiore, sulle guglie di Cattedrali metropolitane, ci adagiavano su azzurri cespugli di lavanda ci immergevano in bacini di acqua lustrale in catarsi succedanee... sulle trame di ciglia clorofilliane di sentinelle sterlizie, ci conquistavano con scettri di melodie ancestrali, ci catturavano coi loro "recuerdos". Dominava Alhambra Regina! in un suddito silenzio di occhi e di sorrisi, riviveva il Castello di antichi fasti di corte e sepolte Castellane si riaffacciarono incuriosite... sedotte, liberate da retaggi di nostalgia e... volavano alte le note, le note le note scendevano, scendevano si depositavano tra sistole e diastole a recare la rosa di cristallo rosa rossa d'emozioni liberate, a suggerire visioni d'altri pianeti, si appuntavano, le crome e biscrome, come luccicanti esclamativi sugli ami di pescatori addormentati, adornavano le chiome dei palmizi scalandoli, in tempo allegro/largo, in tutta la loro verticale vetustà. Le note, le note; le note... volteggiavano, ricadevano, si posavano, come fiocchi di manna epifanica, sui cittadini e sulla Città ingovernata, sulla statua di Lisea profanata avvolgendola con uno scialle di musicale pudore. Cadevano le note, e la loro melodia, come neve impalpabile di giugno, come bianchi confetti senza peso, senza volume e senza gravità. Le note, ora liete ora seriose, le note, le note, le note, nella rete a trama fitta di un concerto mi resero prigioniera, liberando lacrime di nostalgia infrangendo nell'iride cangiante il puro diamante della malinconia
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L'autore
Annysea

Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “

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Commenti (1)

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Cuccu Anna Maria2 settembre 2009

Intensamente suggestiva e ricca di immagini vivide, sembra di essere sul luogo e di sentirle quelle note. Armoniosa e ricca di pathos.