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Sociale 6 settembre 2009 · lettura 1 min · 1393 letture

L’Imperatore

Francesco Petruzzelli 32 poesie pubblicate
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Il distacco dalla famiglia, dalla floridezza della sua isola, dalla fragranza del mare... Ahi!, prepotentemente, al cuor procuran danno. È il lontano 1779, quando entra a Brienne, sebbene in terra straniera, non è ancora l’alba del suo decimo anno. Le nuove classi di potere e la spinta della Parigi rivoluzionaria scatenano la bramosia di arrogante potere, che si espande nell’aria. All’insegna della volontà, dell’intraprendenza, con l’ausilio del suo temperamento impavido e della strategia, comincia ad avanzare, con immenso furore, l’ondata conquistatrice di Napoléon Imperatore.
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E' molto importante per me il periodo della rivoluzione francese perché cambia le sorti della storia e termina con il colpo di stato di Napoleone del 18 brumaio (9 novembre 1799) che rovesciò il direttorio; ma a parte questo, tale poesia è nata per elogiare la grandezza di questo personaggio storico, da prendere assolutamente come punto di riferimento, come guida per la sua tenacia e volontà che servono da spinta nel nostro agire quotidiano. Ma la cosa che colpisce ancora di più è il momento della sua morte che ci fa riflettere: la vicenda, vista da un punto di vista spirituale, è una conferma dei limiti del potere, della grandezza e della notorietà che non possono dare all'uomo la vera felicità. E' proprio nel momento della solitudine, provata nella lontana isola di S. Elena, che Napoleone cresce spiritualmente: il vertice del potere, ormai vanificato, non conta più niente. Ha continuato a conquistare, possedeva un potere enorme, ma in fondo lui era ancora povero. Attraverso tali riflessioni egli trova finalmente il suo approdo, prostrandosi dinanzi alla croce come la più debole delle creature.10 settembre 2012
L'autore
Francesco Petruzzelli
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Commenti (1)

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Alessandro Vigliani6 settembre 2009

bell'inno a Napoleone, a metà tra la prosa e la poesia.