Un giardino sfiorito
Gianpiero De Tomi
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Emergono parole
di cui non ho sentore
nascoste fra le annoiate nuvole
Aquiloni di carta velina
cercano di dominare un vento
che non porta in alcun luogo
girando su se' stessi in una danza
senza fine, paradossale linguaggio
fatto di sibili e disperati volteggi
E' quella finestra che sbatte
nella notte, che disturba il mio sonno
una voce sconosciuta che chiama
Anche quelle gocciole di sole
sembrano tristi, mentre cingono l'alba
ed accompagnano il tramonto
Antichi riti di mani e rarefatte fragranze
consumate dal fuoco sacro
sembrano emergere dalla cenere
Conto le stelle di una notte scintillante
ed il clamore delle voci che inneggiano
ad un Divino, copre i sottili pensieri
Sciolgo i legami
che non permettono di camminare
nel giardino sfiorito
le prime, tristi foglie di un autunno
sembrano accogliere benevole
il quieto battito del mio cuore.
©
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L'autore
Gianpiero De Tomi
Commenti (1)
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Citarei Loretta Margherita10 settembre 2009
molto ben scritta, belle immagini, riempono il cuore
