Il Tempo a Ricamar Triste Prigione

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig
Commenti (22)
Cura e dolente, vera, senza manierismi e pietismi. Un fulmine, e l'eleganza di versi asciutti. Molto piaciuta
certi dolori possono portare al gesto estremo, e fai bene a ricordare l'immenso dolore della perdita di un figlio. Come sempre riesci a toccare le corde più intime, con versi molto precisi, altamente poetici, il finale è la degna chiusa di qesta grande e nobile poesia
Sento molto il dolore, che in questa poesia hai molto ben espresso, un dolore proprio, che si fa generale! Un caro saluto, e anche grazie per la tua condivisione!
nonc'e' dolore peggiore credo...,la perdita di un figlio è un fatto terribile... Bella poesia piena di sentimento e dolore!
Un maglio che stronca senza pietà, quest'opera ha il pregio di accompagnare in un ultimo volo quell'Angelo di nome Valerio... chi può dire il dolore di un genitore quando ha il cuore vuoto senza più speranza...
Non può esistere spiegazione ne consolazione per un dolore sproporzionato alla sopportazione umana... forse la fede può aiutare, ma credo sia un dono di pochi riuscirci. Bei versi per un dolore che nessuno dovrebbe conoscere. Apprezzatissima e condivisa.
Ritengo che la morte di un figlio costituisca un dolore insopportabile, disumano. Versi molto profondi per descrivere un triste evento che non si vorrebbe mai commentare.
Poesia molto toccante... Credo che il dolore in questi casi sia insostenibile bisogna solo aggrapparsi alla famiglia per cercare di non affondare... Poesia sentita, molto sentita... Stupenda...
Ti confesso che questi versi mi hanno commosso, sono di una profondità così toccante che arrivano direttamente al cuore... Effettivamente non vi è dolore più grande per una madre che perdere il proprio figlio... Poesia profonda, toccante e stupenda.
Versi che sono un battito di cuore... un battere duro alla porta della vita... dolore che tutti ci accomuna ...e ci atterra. Dolorosi versi elegantemente plasmati intorno alla tristezza degli eventi cosi toccanti... armonici creano un clima di sofferenza sentita e profonda. Splendida
questa poesia...è stata scritta da un angelo, che si è commosso della morte di questa giovane vita... e ha tentato di commuovere quelli che stanno ancora sulla terra... davvero bella
mammamia Antonella, che dolore leggere questi versi, questa poesia sembra appartenere ad una mia amica che ha persa la figlia, poco tempo fa, giovane e bella, mettendo alla luce un'angelo, e ancore se sento il grido di dolore che condivido, tanto l'amavo anch'io, e tu con questa poesia mi hai ricordato questi strazianti momenti, ho il cuore infranto, si molto dolore leggo in questa tua dolcissima poesia, sei di una delicatezza e di sentimenti che non tutti hanno il dono di avere, hai affrontato questo argomento con un tale calore e tale dolore, che ci hai fatto piangere, si, le sento che scendono, sono cosi debbole in questo periodo, che tutto mi commjuove, e questi eventi in particolare...
Molto forte nelle sensazioni che ci fa provare questa realtà del dolore in versi... mi diventerebbe insopportabile... fuori da ogni logica del mio pensare... del mioessere... eppure accade... accade e fa tanto male... Versi che riescono a portare quella commozione profonda... senza limiti...
La perdita di un figlio è il dolore piu' grande che si possa provare... per quell'amore filiale e immenso che unisce due genitori e la loro prole. Vite spezzate... che non possono vedere piu' la luce e né piu' percorrere quel spensierato cammino della vita! !
versi che grondano dolore... un grido dalla folla attonita... e le corde del cuore vibrano come un diapason... stupenda!
Sono dolori atroci dolori che nessun genitore dovrebbe mai provare nella Vita 16 anni l'età di mio figlio rabbrividisco è una poesia che come lama entra nel cuore versi che non si dovrebbero mai leggere scritti da una penna sensibile da un cuore grande intenso il dolore e lo smarrimento toccante e commovente
Non è facile dire anche solo due parole dopo aver letto questi versi – tutto sembra finire, non posso pensare al dolore di quei genitori, mi fa paura anche solo scriverlo.
Un immenso grido di dolore che resterà immortale come l'angelo che l'ha ispirato... Tutti noi ci uniamo al tuo dolore sentitamente!
Superba questa meravigliosa poesia No, un figlio non dovrebbe mai morire prima dei genitori Da mamma ti dico che non so se riuscirei a sopravvivere ad un figlio che mi potrebbe morire anche se ne avessi cento... eppure si sopravvive, Antonella cara, si sopravvive e qui, in questa piccola o grande città che è il sito ci sono molte mamme e padri che... piangono un figlio volato via Una profonda preghiera per l'angelo che ha raggiunto il cielo e per i suoi genitori Applaudo alla poetessa per come ha mirabilmente scritto questi versi, per la donna che condivide un dolore così immenso, per l'amica che dimostra di avere un'anima meravigliosa
Vita e morte nella società moderna scorrono nell'indifferenza generale senza una parola di compianto e solidarietà nei momenti più difficili dell'altrui esistenza sempre più estranea anche se dirimpettaia. Solo i poeti sembrano essere i soli custodi e sacerdoti officianti il dolore, l'amore, la commiserazione, la pietà; sentimenti nani e ormai rinsecchiti nella quotidiana indifferenza dei nostri aridi cuori.
Un'impalcatura solida e finemente elaborata accoglie versi scorrevoli e particolarmente incisivi. Componimento poetico sofferto ed intensamente toccante. Degno di molti elogi.
Davanti a un dolore così grande, così infinito, quali parole potrebbero lenirlo? Non ci sono, infatti parole, la poesia si commenta da sola... posso solo aggiungere che hai saputo, e immagino con molta fatica d'anima, tradurre questo atroce momento con versi talmente belli che commuovono e fanno rabbrividire! Quell'angelo dal cielo, saprà come consolare chi è rimasto nel dolore in una sofferenza che, purtroppo, non avrà fine.


















