Spietato esistere
Della notte e del freddo
ne facevo scudo indelebile
senza traccia svanivo nei vicoli
di una città fantasma
uomini senza dimora
inespressivi e toccanti
scalfivano la mia mente...
Chi eri tu essere?
dov'era cancellata la tua dignità?
forse nel buio dei tuoi colori
di una famiglia a te fantasma
residui ricordi...
in una foto ingiallita
la mano di una madre
le braccia di un padre
per te riflessi nei tuoi occhi
tutt'intorno,
immagini relittiche
affondate nell'orrida indifferenza
di un passante che ti sfiora
sul tuo marciapiede
rifugio a te ultimo
speranza rivissuta
di un'esistenza... spietata, ma amata.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Jeannine Gérard17 settembre 2009
bellissima, e questa volta sono io che ho il freddo adosso, il titolo parlo da solo, e la poesia è quello che è, strugente, uomini senza dimore, invisibile ai passanti distratti, chi erano, esseri... senza piu dignità, terribile il concetto di tanto abandono, e indifferenza, si molto sentita, e te l'ho detto, mi hai fatto rabrividire, versi stupendi, residuo ricordo, tremende,
