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Riflessioni 18 settembre 2009 · lettura 1 min · 5772 letture

Un Soffio A Soffocar Respiro

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Io sento il bisogno di sapere perché la sorte ha bussato alla mia porta perché voglioso ancora di carezze non ti potrò più amare quale la spiegazione maledetta che crescendo tra sterpaglie di risentimento da adulto mi dovrò raccontare. - Dovrai tenerti forte Kabul non è la pace. Dormi tranquillo non mi aspettare - Cosa volevi dirmi? Era un saluto il tuo? Come vorrei che esistesse una risposta speciale che fosse in grado di far rientrare quell'angoscioso tempo di non far sentire a me che sono tuo figlio che a Kabul... è in un soffio che si muore. - Cos'è la pace papà? - Rispondimi ti prego questo paese dinanzi al mondo si ricompone ma da domani a capo chino aspetterà che a pianger sia un altro figlio che come me vivrà un'esistenza vuota che un giorno si stringerà convulsamente ad un altro esattamente uguale per poi tornare in questo settembre 17 e maledetto morendo come adesso... per sempre a ricordare.
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (16)

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Paolo Ursaia18 settembre 2009

Accorata ed intensa... poesia che graffia l'anima e la coscienza. Versi dolorosi, molto piaciuti

Veleno18 settembre 2009

Poesia sentita e intimamente pronta a pensieri caldi e risonanti... una riflessione... immagini vive tangibili. Estramamente bella nella sua forma... dal suo modo di articolare versi e parole. Stupenda

Jeannine Gérard18 settembre 2009

poesia piena di verita straziante, un figlio che chiede al padre, coa è la pace, ed ecco che si piangono figli, sempre per una pace che non era. il 17 è uno dei tanti, che si sentono soventi nei notiziari, guerre infinite che distrugono vite, e ricorderemo sempre come puo essere triste non poter piu carezzare i propri figli, che senza la loro volontà. vanno a combatere convinti di portare pace, in paesi che non sanno nemeno che esiste la libertà, bellissima nella sua triste evidenzia

Berta Biagini18 settembre 2009

Domande che spezzano il cuore e che non troveranno mai un perché – perché non c'è, perché non c'è un senso a tutto questo!.

Anna Maria Obadon18 settembre 2009

La guerra porta soltanto dolore da qualsiasi parte si guardi. Pensiamo ai bambini che perdono gli arti sulle mine, ai bombardamenti indiscriminati che creano migliaia di vittime, a tutte le guerre del mondo che spesso si cibano voracemente di creature innocenti. Bella poesia.

Kiaraluna18 settembre 2009

Chi spiegherà a questi orfani cos'è la pace? Come dirgli che è solo un pezzo di stoffa colorato appeso ad un asta e che non fa scudo contro la morte ingiusta e vile? Ogni giorno per qualcuno sarà l'ultimo da respirare... per chi resta, il primo della discesa nell'inferno della disperazione. Stupenda Antonella... non serve dire altro.

Rosy Marchettini18 settembre 2009

Come è fatta la pace, papà? Cosa significa pace, papà? Domande alle quali risponde solo la teoria... per la pratica non ci sono esempi da mostrare Straordinaria poesia, piena di sentimento e dolcezza infinita Piaciuta ed apprezzata immensamente Applausi, Antonella, da questo grande teatro

L
Loreta Salvatore18 settembre 2009

Interessante lettura degli eventi. Traspare forte sensibilità, un'anima che vive in sintonia col mondo. Molto apprezzata per il messaggio ed i contenuti. Meravigliosa!

Angela Rainieri18 settembre 2009

Quanta toccante commozione in questi versi stupendi che attraverso le parole innocenti di un fanciullo arrivano dirattamente al cuore del lettore, portando con sè le risposte ai tanti perché di una guerra disumana. Veramente bella, anzi stupenda, piaciuta immensamente.

Carlo Fracassi18 settembre 2009

A Kabul ci sono bambini di ieri e di oggi che non hanno mai domandato ai loro padri cos'è la pace, perché è una parola sconosciuta e mai pronunciata...

Danielinagranata18 settembre 2009

Quante morti assurde quanti perché resteranno senza risposta la guerra è assurda inconcepibile e quella parolina P A C E non riesce a entrare nel cuore stupenda e sentita poesia

Rasimaco18 settembre 2009

sui fatti tutto è stato detto e credo che ben poco resti da dire, vedo che "omnine" lo stesso pensiero si ripercuote di valle in valle come l'eco sulle pareti dello strapiombo che si chiama guerra. la poesia è toccante quanto basta per commuovere un vecchio soldato come me... ed è molto bella

Gaia22 Tiziana Porcelli18 settembre 2009

Versi profondi... di riflessione intensa... che giungono vividi alla mente e al cuore... Molto sentita...

M
Matteo Testi18 settembre 2009

Poesia che mette i brividi, domande senza risposta... Poesia stupenda che mi fa pensare: Quando ci sarà la meritata Pace? Quando si smetterà di piangere? Stupenda... Bellissima

Carla M Casula19 settembre 2009

Peculiare nello stile e nel modo d'affrontare l'argomento. Marcatamente esplicativa e commovente. Degna di mille elogi. Conservo.

Carlo Sorgia20 settembre 2009

Strazianti versi purtroppo tremendamente veri e reali domande che frantumano il cuore