Rimbaud
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
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Ti giuro, proprio ieri sera, dimenticandomi( o ricordandomi) di Rimbaud, ho pensato: Se io fossi davvero un poeta, adesso, dovrei lasciare la mia penna, la tastiera, e uscire. Senza lasciar scritto niente. Fece Bene Rimbaud, vero. Bellissima poesia. Bel pensiero.
DEMOCRAZIA La bandiera va al paesaggio immondo, e il nostro gergo soffoca il tamburo. «Nei centri alimenteremo la più cinica prostituzione. Massacreremo le rivolte logiche. «Ai paesi pepati e stemperati! - al servizio dei più mostruosi sfruttamenti industriali o militari. «Arrivederci qui, o non importa dove. Coscritti della buona volontà, avremo una filosofia feroce; ignoranti per la scienza, espertissimi per il benessere; crepi il mondo che va. E' la vera marcia. Avanti, via!». Questi versi sembra si intonino al clima odierno. Visto che l'hai citato lo voglio ricordare così anch'io.
Non conosco Rimbaud ed ora affogo in un canto di roche vibrazioni, forse antiche quanto il muggire delle mandre, ma è viva l'eco dei tuoi versi che, tacito, proponi ed i perversi intrecci di parole lasci stare, che sono moda e senso da svelare ai palati retrogradi e inclementi. Tu canti e non sentenzi come questa robusta melodia che tengo appesa ai lobi e con essa mi lascio trascinare al morbido godere delle note, poche, ben ricamate, uscite a mezzanotte da una bocca per fare serenata. Non sembri irriverente il parallelo "L'unico bene è quello della vita"...nell'aria asciutta e zitta di questo ultimo scorcio settembrino, volano questi altri versi in compagnia: restant in sinu tou sos portentos chi cunsagradu t'ana genios de un'epoca lontana

