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Uomini 18 settembre 2009 · lettura 1 min · 5259 letture

Rimbaud

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Si ride dei poeti, e si fa bene: si sbeffeggia chi volle dedicare gran parte del suo tempo a sistemare costrutti di parole messe insieme. L’unico bene è quello della vita vissuta sulla terra che già poche occasioni ci dona per le fioche speranze volte alla sua riuscita. Fece bene Rimbaud che finalmente, dopo la gioventù con la passione di scrivere poesie senza ragione, provò ciò che la vita è veramente!
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Pirandello sosteneva che la vita "la si vive, o la si scrive"; molti prima la vivono, e poi la scrivono; Arthur Rimbaud prima la scrisse, e poi la visse.

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (3)

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Luca Torri18 settembre 2009

Ti giuro, proprio ieri sera, dimenticandomi( o ricordandomi) di Rimbaud, ho pensato: Se io fossi davvero un poeta, adesso, dovrei lasciare la mia penna, la tastiera, e uscire. Senza lasciar scritto niente. Fece Bene Rimbaud, vero. Bellissima poesia. Bel pensiero.

Salvatore Armando Santoro18 settembre 2009

DEMOCRAZIA La bandiera va al paesaggio immondo, e il nostro gergo soffoca il tamburo. «Nei centri alimenteremo la più cinica prostituzione. Massacreremo le rivolte logiche. «Ai paesi pepati e stemperati! - al servizio dei più mostruosi sfruttamenti industriali o militari. «Arrivederci qui, o non importa dove. Coscritti della buona volontà, avremo una filosofia feroce; ignoranti per la scienza, espertissimi per il benessere; crepi il mondo che va. E' la vera marcia. Avanti, via!». Questi versi sembra si intonino al clima odierno. Visto che l'hai citato lo voglio ricordare così anch'io.

Gesuino Curreli18 settembre 2009

Non conosco Rimbaud ed ora affogo in un canto di roche vibrazioni, forse antiche quanto il muggire delle mandre, ma è viva l'eco dei tuoi versi che, tacito, proponi ed i perversi intrecci di parole lasci stare, che sono moda e senso da svelare ai palati retrogradi e inclementi. Tu canti e non sentenzi come questa robusta melodia che tengo appesa ai lobi e con essa mi lascio trascinare al morbido godere delle note, poche, ben ricamate, uscite a mezzanotte da una bocca per fare serenata. Non sembri irriverente il parallelo "L'unico bene è quello della vita"...nell'aria asciutta e zitta di questo ultimo scorcio settembrino, volano questi altri versi in compagnia: restant in sinu tou sos portentos chi cunsagradu t'ana genios de un'epoca lontana