Sinfonia di cadaveri

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Indubbiamente, per aprire bene il pomeriggio, questa è la poesia che proprio ci vuole. Ristora i nervi e ti fa star su di spirito e di morale. Non bastassero le parole di questa "apocalisse peggiorata", l'autore, temendo non si capisse bene l'andazzo, ha voluto proporci anche una distensiva fotografia, che farebbe anche l'invidia dell'incisore Dorè, che illustrò con le sue tavole l'inferno di Dante. In questo senso "sublime" (vedi nota) il poeta (un po' macellaio) si compiace. Beato lui. Consiglio, dopo questa lettura, di ripassare la poesia di Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti: "Quando tu giacerai dimenticata sotto la terra grassa/quando ti coleran marce le gote/entro i denti malfermi..." Cito a memoria.
però non è male a me piace... sarà per l'effetto che ha l'orrido su di me? bada alle ciance: se si parla di morte dovuta da un massacro è giusto che il linguaggio rifletta il dipinto di quella realtà... che sia raccapricciante e altro... se è ciò il sentimento che vuol proporre... allora missione compiuta... e poi c'è quel riferimento all'amata "qui accanto a me giace il mio amore, ancora di bianco vestito..." che insieme ad altre immagini come l'ultima "e solo ora... il mio braccio monco s'erge a ghemir invano... ciò che non è mai stato" danno l'ultimo tocco, alquanto suggestivo, con le loro pennellate a questo quadro...
