Furto senza scasso
Pietro Roversi
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Dall'alto della quota a cui mi libro
a mezz'aria, e con in tasca
qualche banconota
sottratta di soppiatto, lacero il pacchetto
delle figurine adesive Panini:
e ci trovo Zigoni e la squadra
e lo scudetto del Verona. In perfetto silenzio
esulto, e benedico paladini
e campioni, capitani e capibanda,
la mia fortuna buona e nuova, e il resto
del momento portentoso del presente.
Assaporo il sotterfugio, scendo, celo
il mio sorriso sotto i baffi, stendo un velo
sulla mia persona, agguanto un nido
di gazze con oggetti ed ori fini,
lo spingo sul pilone della luce
e mando tutto in corto. Manometto
con il potere della mente
l'allarme dell'appartamento, mi rifugio
dietro le sbarre del balcone, aspetto
che si ritirino i vicini, e mi addormento.
Chi mi trova, passato il polverone,
potrà invitarmi dentro, offrirmi forse
una tazza di malto caldo e un maglione
di lana per la stagione inclemente
che attendo basandomi sulla
previsione balzana del tempo corrente.
Chissà se ho ragione. D'altronde
chi si fa amico il tempo ha ragione
solo alla lunga, alla lontana. E ne ha ben donde.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
Commenti (1)
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Carmelo Luca Sambataro11 ottobre 2009
Mi sento a casa quando leggo questo stile - meglio - sì, questo stilo che m'appartiene in toto. Tengo colmo il calamaio di questa essenza. E non so farne senza.

