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Morte 30 settembre 2009 · lettura 1 min · 9023 letture

Sono nato morto

Sergio Melchiorre 1001 poesie pubblicate
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Sono nato morto al settimo cielo di un aborto clandestino. La mia giovane madre ha sacrificato la mia esistenza sull’altare del dio- serpente ipocrita e violento. Ora sono sepolto all’ombra di un cipresso. Aspetto ogni mattina che i primi raggi di sole riscaldino la mia culla.
#Amore#Pace#Vita
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Dedicata a tutti quei bambini che non sono mai nati e che non hanno avuto la fortuna di vedere i colori dell’arcobaleno.

L'autore
Sergio Melchiorre
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Commenti (15)

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Lina Maria Cino30 settembre 2009

Commovente, dolorosamente vera e amara la visione del bambino voluto morto da chi doveva custodirlo. Parole che rimbombano nel cuore .

Michele Prenna30 settembre 2009

hai reso in versi la disperazione... il raggio di sole ricorda come gli uomini spesso non sono vivi, ma morti per indifferenza. molto apprezzata

Nemesis Marina Perozzi30 settembre 2009

Una giovane madre, forse lasciata sola, forse abbandonata, forse lei stessa bambina non amata, donna violata, vittima di un mondo superficiale e crudele. Solo i raggi del sole mattutino scaldano il bimbo, che aspetta... forse di rinascere. Nemmeno la Morte può uccidere la Speranza...

Amara30 settembre 2009

...mi perdoni l'autore... ma trovo queste parole... un giudizio greve... verso scelte di cui non si conosce la ragione... e non penso esista donna che viva serenamente un aborto... rispetto ogni opinione... ma non amo le colpevolizzazioni...

L
Luca Torri30 settembre 2009

Non posso condividere chi invoca il rimorso, chi aggiunge dolore al dolore. In questi versi, per altro ben scritti, non sento poesia. In poesia si può scrivere di tutto, anche di un aborto al settimo mese, ma senza credersi, innocenti.

Triste30 settembre 2009

Toccanti versi che denunciano il punto di vista del mancato nascituro. Molto bella.

Kiaraluna30 settembre 2009

Figli sacrificati all'egoismo, che non vedranno mai l'arcobaleno né i fiori nel prato... ma chissà,forse nemmeno gli orrori di questa vergognosa umanità. Veramente e sinceramente sentita e condivisa.

Antonella Bonaffini30 settembre 2009

A volte credo che un pizzico di accortezza in più potrebbe evitare molte sofferenze...è solo una mia opinione. Molto sentita.

M
Mp Luciani30 settembre 2009

Quale tenera pietas nel verso "la mia giovane madre..."Non vi è giudizio, non c'è alcuna condanna. Viene esposto un dato di fatto. Terribile, ma reale. Come è spesso la realtà.Certo, possiamo apprezzare solo poesie che parlino di amore, buoni sentimenti, fiori e farfalle. Manteniamo così la poesia in un empireo da Mulino bianco. Ma la vita è anche altro. E' guerra, morte, sopraffazione. Vittime innocenti . E chi può essere più innocente di un bimbo che aspetta i raggi del sole sotto un cipresso... al buio, al freddo. Lui, che non ha conosciuto il sole. Intensa, profonda come il pozzo di solitudine di questa mamma e di questo bambino. Molto, molto significativa.

Giuseppe Monteleone30 settembre 2009

la nostra societa' è senza padri... da sempre... senza padri responsabili... nessuno ci educa ad essere padri e/o madri dei nostri non/figli...

Angela Rainieri1 ottobre 2009

La profondità di questi versi mi ha toccato il cuore... pensando ai tanti bambini mai nati e uccisi dall'egoismo umano... Veramente molto bella e intensa, piaciuta e apprezzata tantissimo.

I
Irene Piras1 ottobre 2009

Concepire un figlio è un atto naturale, partorirlo è un atto animale, amarlo è l'opportunità più grande che ci venga offerta ma non tutte ne siamo capaci. Bellissima!

Anonimo Segreto12 maggio 2010

Cade il pianto della mia parte femminile che coglie in questa lacrima profonde riflessioni. Vita che chiede aiuto. Morte risorge da ciò che distrattamente la natura erra.

Anna Maria Scamarda15 gennaio 2011

Nonostante abbia avuto la buona sorte di non aver mai conosciuto questa terribile esperienza, vien da chiedermi, piuttosto, quali elementi possano indurre una donna, una ragazza, una madre... ad un atto cosi estremo? Una domanda che dovremmo porci tutti, prima di completare l'opera della sua tragedia con giudizi che potrebbero rivelarsi alquanto avventati. Di cui, oltretutto, nessuno di noi ha il diritto. Porre l'accento a quel pianto muto e dirompente dell'anima, per tutti quei bambini innocenti ai quali, contro la loro impotente volontà, è stata negata la possibilità di vedere i colori dell'arcobaleno... questo sì. E' il minimo che si possa esprimere per questi piccoli angeli del cielo. Questo, il mio pensiero al riguardo.

Midesa22 gennaio 2011

i figli dell'egoismo mai venuti al mondo... un pinto di vista che non si tiene mai in considerazione... nel suo doloroso verseggiare bellissima