Animali santi
Sal Messina
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E venne verso di te il mestierante.
Leggero aveva il passo lento dell'attentatore.
Ghigno malefico inquisitore
l'uomo in bianco aveva, vivisettore.
Giocoso l'accogliesti scodinzolante
candido il manto degli innocenti
Le mani leccasti al delinquente;
atti d'amore, questi, e d'amicizia antica.
Il bruto s'avvinghiò sul tuo mantello,
un lampo fu, una saetta:
e ti prese la libertà le carni.
Vivisettore
squallido abitante di laboratori,
di stabulari, di scantinati doloranti.
Manipolatore infame di viscere vive, palpitanti.
Fredda e ottusa è l'opera tua di morte
d'animali amici, animali santi:
scannati, segati, trapiantati, eviscerati, decerebrati,
scuoiati, bolliti, arrostiti vivi ed infine,
come il Cristo crocifissi.
Vivisettore, inutile si rivela il genio tuo assassino,
ricercatore del nulla, nemico dell'uomo e della tua imbecillità.
Col pane del sangue e della morte nutri i figli tuoi?
(saran vampiri)
lugubre ricompensa dell'arte tua assassina:
padre, barone e santità
T'acclamano governi erranti,
t'incoraggia all'assassinio e ti benedice
il papa, la chiesa, gli incivili, gli ignoranti.
Mio è il disprezzo e la tua morte
Gli animali martiri, povere creature, guardano
all'amico, al santo buono.
S'affidano a Francesco, ai protezionisti
e a tutti i santi
©
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L'autore
Sal Messina
UNO SGUARDO ALL’ARTE FUNZIONE SOCIALE DELL’ARTE NELL'OPERA DI SAL MESSIMA Quando ho visitato il sito di Sal Messina, mi è parso che si fosse tornati all’arte informale, a quella che sostituì l’arte della Scuola Romana, fondata da Scipione, Mafai e Antonietta Alberti. Ho esaminato i quadri esposti in rete al microsc
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