Cara vita
Cara vita, ti dico grazie
per le cose che mi hai regalate,
tutto sommato, sono superiori
rispetto a quelle in cui mi sono sentita diseredata,
potrei chiederti l'autunno antico
che venne meno e che ancora lacera,
quello che tu conosci più di tutti,
ma indietro non si può tornare,
tu questo non lo puoi davvero
e io nemmeno lo posso.
Un piccolo appunto, però, lo voglio fare,
tanto per intenderci meglio...
l'erba che cresce, tutti i giorni,
in ogni giardino di ogni città e paese,
nell'argilla e sui muri dei balconi e delle strade,
sui terrazzi e davanzali di ogni casa,
mi sospinge a pensarti libera di maturare
e nonostante io ti veda così, la percezione,
ma che dico, la sfacciata realtà è ben diversa.
È ben altro tutto ciò che ti riguarda
tu appari in un modo, ma per milioni di esseri
sei solo una invivibile vita che va esaurendosi ad ogni secondo.
Lo so, lo so, dei corsi e ricorsi storici, dei cicli e tutto il resto
ma vedi... non è soltanto questo.
Quello che proprio non va più a genio è l'arroganza,
la prevaricazione e l'inganno attraverso mezzi propri,
il menefreghismo spietato di chi ha il potere
e se ne infischia per un proprio tornaconto,
a discapito di sani equilibri, a danno dell'ambiente e di noi tutti
ma soprattutto a svantaggio delle nuove generazioni.
Mi dici allora, mia cara vita...
dov'è di casa qui... la tanto nominata democrazia?
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