La gente semplice del mio sud
E' adusa al dolore
La mia gente
Ed al tormento
Serbato come pietre
Dentro il cuore
È non si arrende
La mia gente
A schegge telluriche
Ai fremiti vulcanici
Ad acque fangose
È radicata di sangue e cuore
Al sole e al vento
Al mare così chiaro
Alle stradine pietrose
Ridenti su campi seminati
La mia gente è senza ombre
Semidea di colli e di pianori
Scolpita nella roccia
E dentro il fango
©
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Commenti (2)
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Gianni Marras13 ottobre 2009
Molto bella questa tua lirica. Sentita, penetrante. Assai gradita.
Salvatore Armando Santoro14 ottobre 2009
Il tuo è bell'affresco di un popolo laborioso e sfruttato da secoli sia dallo stato sia dalle sanguisughe che lo divorano anche nella loro terra.
