Candido silenzio
Giorgia Spurio
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Arida la gola
Alza la mano ad un cielo che si fa nero
Lampi d'improvviso spalancano le porte di quel cielo
La mano del consenso
stringe la rete dei pescatori
Il mare cercherà invano di rapire una nuvola di pensieri
Fumo e cenere
Sugli occhi bruciano
Ma le lacrime hanno altri sapori
Nonno, abbracciami nel mio silenzio
In ciò che è solo un sogno
Una vana allucinazione
di un ricordo che prende luce
nel buio della stanza
Sognerò mimose in fiore
Sognerò pagine scritte
che torneranno bianche e vergini
Sognerò sogni di bimbo
Un aquilone lontano e uno spago appeso al nulla
Sognerò una ninna nanna da seguire
E una bambola da custodire
Ed un bacio nel cuore rimosso
Sboccerà strappandomi le arterie
Precipito nel candido silenzio
Aggrappandomi ad un aquilone lontano
Pallottole di attimi
Di frammenti in ricordi mascherati
Spareranno allo sposo perduto
che inseguiva il velo bianco del vento
Arcobaleni viola stringeranno
la volta celeste del mio pregare
Cani abbaieranno ai fantasmi del mio pellegrinare
Maschere di sangue
crederanno che gli spiriti
abbiano già fatto ritorno dagli inferi
Un ultimo giorno di ottobre
per cantare gli inni dei morti
Un ultimo giorno
per piangere speranze
Miraggi prendono carne
La loro pelle sembra di toccare
Bacerà notti insonni
Afferrerà artigli di falco
Cingerà il capo di lune di cartone
Mi bacerà come di vedove mogli
io fossi figlia chiusa nel suo mondo matto
Cingerà di rose e corde i polsi dell'orfano pianto
Follia, così fu essa battezzata
Pazzia, fu lei così disegnata
Bimba prodigio di confusione e demenze d'amore
Strega fu lei così chiamata
Donna di allucinazioni perpetua vergine sacrificata
Megera che crea malattie di amore
Sognerò i suoi occhi di gufo
Sorriso di bambola
Ed io... precipito
nel candido e buio silenzio
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L'autore
Giorgia Spurio
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