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Sociale 13 ottobre 2009 · lettura 1 min · 5880 letture

Zingari

Sara Acireale 690 poesie pubblicate
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Una roulotte vecchia e malandata raccoglie la luce delle stelle. Una chitarra piange la tristezza di essere peregrini e molto stanchi. Camminano per paesi sconosciuti tra gente che li odia e li detesta, le madri con i bimbi appesi al seno e pensose ragazze senza sogni. Da sempre vanno in giro per il mondo Trascinano preghiere e sofferenze, questo è un cammino d’infelicità. Ai loro figli prendono le impronte, la gente fugge via come da peste. I loro carri vengono bruciati, trattati senza nessuna dignità.
#Figli#Chitarra#Tristezza#Libertà#Stelle
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Anche i gitani sono "persone" e devono essere trattati con rispetto e dignità

L'autore
Sara Acireale

Scrivere è per me VIVERE, non posso farne a meno. La scrittura per me non è terapia e nemmeno una forma di evasione. È qualcosa di più, scrivendo cerco di fare la conoscenza con me stessa. Penso che la poesia sia come un fiore. Il fiore ha bisogno d’ acqua e la poesia di stimoli, di lettura, di confronti... Non si fini

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Commenti (11)

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P
Paolo Morganti27 luglio 2011

Gentile poesia dedicata agli tzigani, ai rom, ai nomadi che per tradizione cultura scelgono di non aver fissa dimora e peregrinano con le loro roulottes, chiedendo un pezzo di terra momentaneo e qualche spiccio alla Babilonia di cui essi non fanno parte, e non sono ladri di bambini, di ori e non sono cattivi, se capitasse di vedere una cerimonia tzigana di matrimonio o di morte, o di compleanno si resterebbe a bocca aperta per la bellezza delle stesse.

una POETESSA DAL CUORE GRANDE ED IMMENSO DOVE LA BONTà POETICA CHE SCATURISCE IL SUO CUORE BRILLA DI LUCE E AMORE... DELIZIANDO COL SUO DONARE... LE PERSONE PER FARLE RIGOGLIOSAMENTE AMARE... POESIA DI SPLENDORE MERAVIGLIOSO... CON DEDICA AI ROM DA VERA E SENTITA UMANITà ...COMPLIMENTISSIMI

rosanna gazzaniga16 novembre 2011

Una scelta di vita per molti incomprensibile. Un popolo affascinante che non riesce a mettere radici, e che è tollerato a malapena nella sua nazione. Forse un giorno si fermeranno e con loro una tradizione e una solidarietà non comune fra di loro. Il dramma è che è difficile vivere nella legalità in questo modo. Ma coloro che ci provano andrebbero aiutati, senza diffidenze. Una bella poesia, dalla quale il grande cuore di questa poetessa, traspare come una luce brillante!

Cinzia Gargiulo17 novembre 2011

Un tema sociale molto interessante quello trattato in questa poesia dall'autrice che tocca sempre le corde del cuore del lettore. I gitani meriterebbero rispetto e dignità come tutti ma l'uomo da sempre si arroga il diritto di ritenere alcune persone superiori ad altre. Poesia ben stilata che come sempre fa riflettere profondamente.

C

sono un popolo da rispettare e rispettare le loro tradizioni, anche se adottano comportamenti nn accettabili, personalmente due bimbi ron hanno cercato di violare la mia casa cercando di scardinare la finestra, sotto come palo avevano una ragazza più grande di lor, essendomi accorta nn ho chiamato la polizia, ho parlato con loro, spiegando che chiedere è meglio che rubare, in quanto le poche cose che ho le ho comperate con sacrifici, piaciuta molto

Melina Licata11 dicembre 2012

Un tema difficile quello dei Gitani... un popolo che non ha radici per scelta e per discendenza ma che comunque merita rispetto... versi bellissimi su un argomento trattato con maestria e delicatezza... Complimenti Poetessa!

Duilio Martino11 dicembre 2012

Tema interessante quanto controvero. Scontri di civiltà ci sono sempre stati e ce ne saranno ancora poiché è difficile far incontrarie i "diversi". Ho assististo a qualche loro cerimonia... ma non posso non sottolineare anche alcune scelte che si scontrano purtroppo con le legislazioni dei pesi dove dimorano... o vagano... che creano non pochi problemi di ordine sociale (Scolarizzazione dei piccoli, accattonaggio con utilizzo dei minori... a volte i furti... e così via...) fermo restando che non devono certamente essere discriminati. Però attenzione, poiché spesso la discriminazione è effetto del consociatismo esasperato che rifiuta (forse implicitamente) l'integrazione! Bellissima, Animo gentile quello dell'Autrice!

Rosita Bottigliero11 dicembre 2012

Gitani, tutti i sogni in una roulotte. Scherzano, ridono, sono gente che si compiace di tutto ciò che è un viaggio... Un viaggio nella vita, si fermano a guardare uno specchio, ove il silenzio e l'indifferenza è la loro filosofia di vita. Bellissimo tema da far riflettere...

Elle L18 febbraio 2015

Tema delicato, io ci vivo a pochi km dai loro accampamenti. Qui leggo ciò che si dovrebbe adoperare con tutti gli essere umani, umanità, rispetto, dignità... ma per quello che possiamo offrire noi spesso le condizioni della società ruotano nello svantaggio per entrambi i fronti, noi e loro... ugualmente vittime.

Pino Penny18 febbraio 2015

I cavalli son stanchi nell'umida sera diceva una romantica canzone. qui vi leggo tutto quel romanticismo della vita gitana, nomadi nell'istinto, liberi nello spirito. in certi paesi essi possono stanziare per non più di quindici giorni. qui in Italia nostra gli hanno creato accampamenti stabili senza il minimo della normale decenza l'obbligo della scuola per i bambini regolarmente emarginati. Addirittura un bus personalizzato tutto per loro con la scusa che "rubano"Anticamente se avevi un rame da far aggiustare ti rivolgevi loro (era il loro mestiere) adesso il rame lo rubano a volte ci muoiono fulminati. Tutto è stato stravolto per loro per noi insieme all'atavica diffidenza che li separa da noi stanziali per scelta, loro sono stanziali a forza

Pagu18 febbraio 2015

Una riflessione giusta, onesta e necessaria espressa in modo mirabile. Era giusto condividerla... grazie per averla scritta. Ottimo.