C’è che
Antonella Borghini Anto Bee
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Non è l’amore
che mi prende strano
né la mia pelle a pezzi
che risplende come stelle
C’è che mi chiamo e mi sento
come eco lontano
C’è che mi vedo
mentre cerco di andar via
invano
C’è che seguo senza pena
le rotaie di un treno
C’è che ascolto il sibilo del vento
che sussurra senza requie
parole come gocce
C’è che sento una musica soave
che mi accarezza sotto i polpastrelli
mi lascia un fremito di elettrico strumento
ma non muove
un accento
un lamento
un fermento
C’è che lo spavento
di non sentir Quel battito
un sussulto
un tumulto
mi perde in un nulla di miseria
che si chiama Angoscia
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Commenti (1)
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poetapercaso28 ottobre 2009
c'è che sono versi stupendi delicati scritti con infinito sentimento mi pare di comprendere i un momento in cui la tristezza ti carezzava... bellissima conservo

