1.462 lettori online · 361.674 poesie · 7.625 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Giorgia Spurio
Si attiva solo se vuoi tu — non parte da sola.
Impressioni 17 ottobre 2009 · lettura 3 min · 4674 letture

Rincorrendo il treno dell'aurora

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
+ Segui
Sento i tuoi piedi La tua pelle al contatto con la mia Il tepore delle lenzuola sulle gambe Piedi nudi si toccano e si accarezzano No, non te ne andare È ancora presto Non fatti portar via dalla mattina malefica Non mi lasciare sola con il sole Non mi lasciare sola su questo letto che sembra una zattera su un oceano Muoverò i miei piedi danzando sulla spiaggia Assaporerò l'acqua marina Affonderò le dita nella sabbia molla della riva Bacerò nuvole di zucchero e ti cercherò nei ricordi di stanotte Voglio muovere i miei piedi nudi cercando il calore del tuo corpo Voglio tenere gli occhi chiusi cercando il tuo respiro mentre ancora dormi Non te ne andare Non ascoltare L'aurora invidiosa lo fa apposta a suonare i suoi campanelli Lo fa apposta per stringere i tuoi polsi e portarti via Via da me Piove Non aprire la porta La pioggia è fredda sulla terra Non mi lasciare sola con i fantasmi del passato Non mi lasciar sola con gli spiriti della pioggia Quando tornerai, se tornerai Ti correrò incontro Ascolterò il pavimento freddo sotto la mia pelle Correrò verso le tue braccia piangendo Correrò cercando il tuo abbraccio Lo farò come quando da piccola Correvo senza respirare verso il treno di mio padre Correvo senza salutare Rincorrendo il treno che lo portava via Via da me La pioggia era fredda in stazione L'alba era gelida d'inverno Quando tornerai, se tornerai Ti correrò incontro Ascolterò i miei piedi volare Correrò verso le tue braccia con i sorrisi tra le lacrime Correrò cercando il tuo bacio Lo farò come quando da piccola Correvo senza respirare verso il sorriso di mio padre Correvo senza aspettare Lui tornava ogni estate E la pioggia non era più fredda L'aurora non era più gelida Correvo per esser abbracciata e alzata in alto Mi sentivo un angelo Non mi abbandonare A piedi nudi disegnerò ghirigori sulla sabbia Il vento lo sentirò sugli occhi Resterò seduta a guardare il confine blu che separa il mare dal cielo Con i sandali bianchi in mano Guarderò i gabbiani Sentirò le onde travolgere la mia pelle incorporea Sentirò il vento prepotente che vorrà i miei capelli come se fossero foglie Resterò seduta qua alla deriva della mia isola con i sandali in mano ad aspettare il mare
♥ 0 💬 2
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Giorgia Spurio
Tutte le opere →

Commenti (2)

Accedi per lasciare un commento.Accedi
Rita Minniti18 ottobre 2009

Una storia raccontanta in versi, molto musicale e, piena di fascino amaro. Un rincorrersi tra le dune di un deserto che appare e poi scompare all'orizzonte. Attimi di vita che si tengono stretti nella paura che scompaiano, che finiscano... un chiedere aiuto per un'anima che soffre e sta male.

Ricche immagini vengono evocate in questi versi. Un susseguirsi frenetico di desideri che se appagati potrebbero innalzare quell'anima che tanto li anela... Così l'ho letta...