Rincorrendo il treno dell'aurora
Giorgia Spurio
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Sento i tuoi piedi
La tua pelle al contatto con la mia
Il tepore delle lenzuola sulle gambe
Piedi nudi si toccano e si accarezzano
No, non te ne andare
È ancora presto
Non fatti portar via dalla mattina malefica
Non mi lasciare sola con il sole
Non mi lasciare sola su questo letto
che sembra una zattera su un oceano
Muoverò i miei piedi danzando sulla spiaggia
Assaporerò l'acqua marina
Affonderò le dita nella sabbia molla della riva
Bacerò nuvole di zucchero e ti cercherò nei ricordi di stanotte
Voglio muovere i miei piedi nudi
cercando il calore del tuo corpo
Voglio tenere gli occhi chiusi
cercando il tuo respiro mentre ancora dormi
Non te ne andare
Non ascoltare
L'aurora invidiosa lo fa apposta a suonare i suoi campanelli
Lo fa apposta per stringere i tuoi polsi e portarti via
Via da me
Piove
Non aprire la porta
La pioggia è fredda sulla terra
Non mi lasciare sola con i fantasmi del passato
Non mi lasciar sola con gli spiriti della pioggia
Quando tornerai, se tornerai
Ti correrò incontro
Ascolterò il pavimento freddo sotto la mia pelle
Correrò verso le tue braccia piangendo
Correrò cercando il tuo abbraccio
Lo farò come quando da piccola
Correvo senza respirare
verso il treno di mio padre
Correvo senza salutare
Rincorrendo il treno che lo portava via
Via da me
La pioggia era fredda in stazione
L'alba era gelida d'inverno
Quando tornerai, se tornerai
Ti correrò incontro
Ascolterò i miei piedi volare
Correrò verso le tue braccia con i sorrisi tra le lacrime
Correrò cercando il tuo bacio
Lo farò come quando da piccola
Correvo senza respirare
verso il sorriso di mio padre
Correvo senza aspettare
Lui tornava ogni estate
E la pioggia non era più fredda
L'aurora non era più gelida
Correvo per esser abbracciata e alzata in alto
Mi sentivo un angelo
Non mi abbandonare
A piedi nudi disegnerò ghirigori sulla sabbia
Il vento lo sentirò sugli occhi
Resterò seduta a guardare il confine blu che separa il mare dal cielo
Con i sandali bianchi in mano
Guarderò i gabbiani
Sentirò le onde travolgere la mia pelle incorporea
Sentirò il vento prepotente
che vorrà i miei capelli come se fossero foglie
Resterò seduta qua
alla deriva della mia isola
con i sandali in mano
ad aspettare il mare
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Rita Minniti18 ottobre 2009
Una storia raccontanta in versi, molto musicale e, piena di fascino amaro. Un rincorrersi tra le dune di un deserto che appare e poi scompare all'orizzonte. Attimi di vita che si tengono stretti nella paura che scompaiano, che finiscano... un chiedere aiuto per un'anima che soffre e sta male.
Gaia22 Tiziana Porcelli18 ottobre 2009
Ricche immagini vengono evocate in questi versi. Un susseguirsi frenetico di desideri che se appagati potrebbero innalzare quell'anima che tanto li anela... Così l'ho letta...


